Da Gasp a Palladino, la grande lezione dell'Atalanta: la proprietà conta più dell'allenatore

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Atalanta's Italian head coach Raffaele Palladino reacts during the Italian Serie A football match between AC Milan and Atalanta Bergamo at San Siro Stadium in Milan on May 10, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

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Il personalismo di Palladino non è piaciuto alla proprietà, e anche con Gasp i Percassi si erano mostrati solidi e decisi. Gli errori del tecnico e quello, ingenuo, di Carnesecchi

Filippo Di Chiara

Giornalista

12 maggio 2026 (modifica alle 12:08) - MILANO

Senza andare troppo lontano nel passato o scomodare paragoni in altri Continenti, non sveliamo certo un segreto se raccontiamo che tra l’Atalanta e la città di Bergamo ci sia un legame particolare, speciale, che va oltre ogni personalismo o protagonismo. Viene prima la società, poi il tecnico. Dall’altro lato chi gioca per la Dea è protetto da una corazza che va oltre ogni errore, il vivaio e i suoi frutti sono sacri: questo amore fortissimo ha avuto il potere di trasformare anche spareggi persi e retrocessioni in uscite dal campo tra gli applausi. È stato sempre così.

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