Da Ducati a Yamaha duemila moto storiche da sogno in vendita

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A Las Vegas andranno sotto il martello del battitore ben duemila lotti, esemplari unici provenienti da trentadue diverse collezioni appartenenti a privati e musei. Un "crogiolo" di motociclette che racchiude alcuni dei migliori marchi internazionali: Harley-Davidson, Indian, Ducati, MV Agusta, Honda, Benelli, Yamaha, Kawasaki, Triumph e molti altri

Umberto Schiavella

29 gennaio - 11:58 - MILANO

Giunge alla 35^ edizione il Mecum Las Vegas 2026, ovvero l'asta annuale di moto storiche e d'epoca più grande al mondo, aprirà le contrattazioni al South Point Hotel & Casino, sul palco come si conviene all'evento, nelle giornate comprese tra il 27 e il 31 gennaio. Ben 2.000 i lotti in vendita, esemplari unici provenienti da trentadue diverse collezioni appartenenti a privati e musei, un "crogiolo" di motociclette che racchiude alcuni dei migliori marchi internazionali provenienti da ogni decade e che raccontano più di un secolo di storia delle due ruote a motore. Un appuntamento atteso dagli appassionati di tutto il globo, ma, soprattutto, dai collezionisti più facoltosi. Lo scorso anno, la Cyclone V-Twin del 1915 è stata venduta per la cifra record di 1,32 milioni di dollari diventando, come dichiarato da Mecum, la prima motocicletta in assoluto a sfondare durante un'asta pubblica il tetto di un milione di dollari. Un modello estremamente raro dal grande fascino, un pezzo di storia del motociclismo completamente restaurato dell'esperto Stephen Wright, membro della "venerata" Urban S. Hirsch III Collection.

Il prototipo Honda CB750 del 1968

Mecum Las Vegas 2026: le moto

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Prevarrà anche quest'anno l'antiquariato storico? Sempre lo scorso anno, la classifica delle prime dieci moto vendute al maggior prezzo risalivano ai primi decenni del 1900, fatta eccezione per la De Dion-Bouton Tricycle del 1898 e la Ducati 750 SS del 1974, quest'ultima ceduta alla modica cifra, si fa per dire, di 198.000 dollari, circa 170.000 euro al cambio attuale. Scorrendo i numerosi lotti della 35^ edizione, spiccano due Harley-Davidson 8-Valve Board Track Racer, una del 1916 e una del 1922, nonché le Indian Hedstrom 8-Valve Board Track Racer del 1912, una Chief del 1935 e una Four del 1939. Praticamente un trionfo di motori V-Twin a stelle e strisce. Balzando tra una decade e l'altra, salta agli occhi dei più esperti il prototipo Honda CB750 Sandcast del 1968, inviato da Soichiro Honda a Bob Hansen, pilota americano della casa giapponese nell'ottobre dello stesso anno. Questo modello differisce dai famosi quattro esemplari di pre-produzione inviati negli States nel 1969 ed esposti al Las Vegas Dealer Show. Si tratta della primissima CB750 spinta da un propulsore a quattro cilindri trasversali da 736 cc spedita alla succursale americana della Honda per effettuare test e attività di marketing. È l'unica CB750 a riportare la scritta "Honda" fusa nel coperchio valvole, anziché "Ohc 750", l'unica a utilizzare un esclusivo logo ovale Honda con quattro piccoli quadrati, due su ciascun lato dell'ovale, al posto dei grandi stemmi laterali a forma triangolare, oltre ad una serie di esclusive caratteristiche meccaniche e tecniche, su tutte i quattro carburatori Keihin da 28 mm.

MV Agusta Magni 750 S America

Non passano di certo inosservate una splendida Ducati NCR900 Factory Racer del 1978 con motore bicilindrico a L da 905 cc e cambio a cinque marce e la strepitosa MV Agusta Magni 750 S America del 1975 con propulsore a quattro cilindri in linea da 789 cc, sempre abbinato ad un cambio a cinque rapporti. E ancora, Yamaha YZ250 Monoshock del 1979, Kawasaki Meguro 250 SG del 1966, due Moto Guzzi V50 Monza, un'Aprilia RS125 Racer del 2007, una Triumph T120R Bonneville del 1969, una preziosa Benelli Single del 1936, nonché una Mondial Grand Prix “Dustbin” del 1957. La lista, lunghissima, soddisfa anche i palati sopraffini pronti a fare una generosa offerta per portarsi a casa una vera opera d'arte, più che una mera moto. A noi comuni mortali non resta che sognare, chissà, magari un giorno...

La Benelli Single del 1936
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