L'Italia "è una grande società di
manifatturieri, siamo i migliori del mondo per i prodotti di
qualità. Gli operai hanno bisogno di guadagnare un po' di più,
su questo bisogna migliorare ma c'è molto rispetto del lavoro".
Lo dice Brunello Cucinelli rispondendo ai giornalisti
nell'incontro organizzato a Roma nella sede della Stampa estera
dopo la proiezione del documentario Brunello il visionario
garbato, ritratto dell'imprenditore firmato da Giuseppe
Tornatore, con le musiche di Nicola Piovani, già venduto in
tutto il mondo.
La conversazione, nella quale Cucinelli cita spesso i suoi
filosofi preferiti, da Socrate a Spinoza, si concentra sul modo
in cui vede il presente, sulla vita d'azienda e sul mondo
("abbiamo trasmesso ai nostri figli l'obbligo di aver paura
invece della speranza" sostiene), ma tocca anche temi
d'attualità, come l'intelligenza artificiale e i rischi che
evoca: "Non mi fa nessuna paura - osserva sorridendo - . La
follia dell'uomo non la può sostituire nessuno. Su questo ho
discusso a lungo pure con i miei amici nella Silicon Valley.
Abbiamo anche fatto adesso un sito senza pagine con
l'intelligenza artificiale, ma c'è sempre qualcuno che disegna a
mano, abbiamo legato insieme i due elementi". Per Cucinelli l'IA
"ci darà tanti bei risultati. Poi, per il vostro mondo del
giornalismo, è una chance d'oro. Perché la garanzia di una
notizia accurata me la dà solo il giornalista. Un
approfondimento dove vado a leggerlo? In quello che scrive il
giornalista".
In un periodo nel quale altri imprenditori del Made in Italy,
come Leonardo Maria Del Vecchio, vogliono investire nei media,
Cucinelli non è minimamente tentato: "Non scherziamo, io faccio
maglie - sottolinea -. Potrei solo finanziare un film, senza
scopo di lucro, che parli di un amore sconfinato, che strappa il
cuore. Abbiamo un'enorme necessità di pace, serenità gioia,
coccole".
A chi gli chiede invece di tornare sul caso nato dopo il
report di Morpheus Research, che ha accusato la sua società di
aggirare le sanzioni Ue alla Russia, Cucinelli risponde pacato:
"Abbiamo portato le nostre giustificazioni e abbiamo risolto
tutto. Noi facciamo in Russia solo l'1%-l'1,5% del nostro
fatturato". Per lui il caso è stato montato per influenzare
l'andamento del titolo, "fa tutto parte del gioco - dice - c'è
chi segue le regole e chi trucca le carte". A chi chiede un
parere sulle dichiarazioni di Diego Della Valle rispetto
all'inchiesta della Procura di Milano per caporalato che ha
colpito anche Tod's, Cucinelli replica con una battuta: "Ti pare
che sono venuto dall'Umbria per giudicare Della Valle?". Ed è
poco gradita, infine, anche una domanda sulla polemica che l'ha
riguardato dopo la morte di Valentino: "Non penso debba neanche
rispondere, non è carino, io pensavo di fare una cosa piacevole
sul film ma questa non è una domanda intelligente" chiosa,
ritrovando però subito il sorriso e la calma.
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