"Non accada più": il cardinale
vicario di Roma, Baldassarre Reina, nell'omelia della messa per
le vittime di Crans-Montana si fa portavoce del sentimento di
tutti. "Oggi nel dolore che punge avvertiamo che mentre sono
tutti figli nostri, devono rimanere figli nostri anche tutti
quelli che dovranno vedere riconosciuto per se stessi, per gli
altri e dagli altri, il diritto a difendere la propria
giovinezza, a vivere e a divertirsi in sicurezza, individuando
regole e sostenendo convintamente il loro rispetto. Se tutti ci
sentiamo genitori nel dolore, se ci sentiamo fratelli, sorelle,
amici in questa tragedia, dobbiamo essere genitori, fratelli,
sorelle, amici perché questo non accada più", ha detto nella
celebrazione nella Chiesa dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso,
alla presenza di molte autorità italiane, a partire dalla
premier Giorgia Meloni.
"Di fronte alla morte ci sentiamo impotenti, travolti dalle
domande, spettatori inerti, dilaniati dal dolore perché il filo
prezioso della vita è stato spezzato, sappiamo che tutto questo
poteva essere evitato, rendendo più acuto il soffrire. Più acuto
sarebbe il tormento - ha sottolineato Reina - se di quanto
accaduto rimanesse la cenere dei silenzi, dell'assenza di
spiegazioni, dell'opacità e dell'inerzia nella ricerca delle
cause, e peggio si rimuovesse la tragica lezione che ci impegna
alla custodia del diritto alla giovinezza che non ammette
negligenze". Quindi ha citato, una per una, le sei giovani
vittime italiane: "Giovanni, Achille, Emanuele, Chiara, Riccardo
e Sofia, sono i nomi che Dio tiene scritti, indimenticabili nel
palmo della sua mano, e che ora piange con le nostre lacrime, in
attesa. Perché nulla è finito, nessuno è perduto". Ed ha anche
ricordato chi "in quest'ora, lotta per la vita e la guarigione,
aiutati da soccorritori, e assistiti da medici, infermieri,
psicologi, nell'ospedale Niguarda di Milano e in tutti gli altri
centri sanitari".
Richiamando il Vangelo, Reina ha concluso: "Le domande
tornano a noi mute: com'è stato possibile? Si può morire così?".
"Ogni volta di fronte alle tragedie è legittimo domandarci
dov'era Dio, perché l'ha permesso, cercando in Lui la causa
remota, la cui esistenza disperatamente sembra consolarci o
alimentare la più radicale ribellione. Ma, come in questo
episodio del Vangelo, cercando Dio, lo troveremo", "vittima con
chi è vittima, figlio tra i nostri figli morti, feriti, lacerati
da quanto accaduto, e la causa non dovrà essere cercata in
cielo, ma in terra".
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15 ore fa
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