Il percorso delle inseguitrici è stato diametralmente opposto: Conte è partito con l'intenzione di fare bene su tutti i fronti, Allegri con l'obiettivo di concentrarsi sul campionato. Ma la vera differenza sta negli esiti della caccia al bomber
Archiviata, anzi no, la delusione Mondiale, si torna a parlare di campionato. Con l’Inter che affronta la Roma e deve dare una risposta chiara in chiave scudetto; e le sue avversarie, Napoli e Milan, che si mettono alla finestra, per capire se c’è ancora spazio per una clamorosa rimonta. Certo è che Conte e Allegri, due dei nomi più gettonati per ricoprire il ruolo di ct, sono pronti per sfruttare eventuali passi falsi, con due squadre e due storie così differenti dall’inizio della stagione. Era partito con l’imperativo di far bene in tutte e tre le competizioni il Napoli e invece, causa anche i numerosi infortuni, il percorso si è fatto incerto e accidentato, con il campionato che resta l’unico obiettivo da inseguire. Era partito per sfruttare al massimo la possibilità di concentrarsi su una partita a settimana il Milan e invece proprio negli appuntamenti apparentemente più facili, o meno difficili, si sono perse le possibilità di insidiare i cugini più da vicino. Ma, dal punto di vista strettamente tecnico, una grande differenza è stata rappresentata dagli enormi sforzi che il Napoli ha fatto per avere più centravanti da copertina e i tentativi inutili, anche a gennaio, del Milan per poter puntare su un punto di riferimento preciso e indiscutibile.











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