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Qualcosa è cambiato con l'arrivo di Lucho al Parco dei Principi e il club è passato da collezione di stelle perdenti a macchina vincente e collettiva, dove tutti fanno tutti in nome del calcio totale
Alessandro Grandesso
16 aprile - 14:23 - PARIGI (FRANCIA)
Tre anni, tre semifinali. E in mezzo pure il primo titolo vinto. Non si parla di Real Madrid, Manchester City o Bayern Monaco, tanto per citare i soliti habitué di Champions League. Ma di Psg, la squadra che un tempo si presentava imbottita di star al via e poi chiudeva la stagione europea ai primi caldi di primavera. Ma qualcosa è cambiato a Parigi. Le stelle magari non mancano, ma lo status se lo devono ormai guadagnare in campo. E a concedere il rango nobile è comunque re Lucho, Luis Enrique, vero guru di un calcio dove tutti fanno tutto. Un sogno rivendicato, quello del tecnico spagnolo e che in parte sta già realizzando.









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