Corrono i prezzi dei carburanti, il governo studia misure per le accise

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Primo grande esodo d'agosto sotto la stangata del caro carburanti, mentre il governo studia nuove misure per arginare gli aumenti in vista della scadenza del taglio delle accise il 6 agosto. Non si arresta la corsa al rialzo di benzina e diesel, rispettivamente su a 1,998 euro al litro da 1,995 euro di ieri e 2,092 euro al litro da 2,080 in modalità self service sulle strade nazionali, mentre lo stesso prezzo medio è ampiamente sopra i due euro sulla rete autostradale: a 2,083 euro per la benzina e 2,171 euro al litro per il gasolio, sempre in versione self, secondo i dati rilevati dall'Osservatorio sui prezzi del Mimit.

Il Cdm di lunedì scorso ha deciso un taglio delle accise di 17 centesimi al litro sul gasolio ma durerà solo fino al 6 agosto, per cui il governo dovrà pensare a nuove misure per far fronte ad una situazione innescata dal conflitto in Medioriente tra Usa e Iran. Le opzioni sul tavolo, si ragiona in queste ore, sono diverse e non è chiaro se, oltre al gasoli,o saranno estese anche alla benzina. Una potrebbe essere quella di un decreto ministeriale con il quale prorogare il taglio con il meccanismo delle accise mobili, ossia una riduzione delle accise finanziata con l'aumento del gettito Iva sui carburanti del mese di luglio. Se le risorse non dovessero essere sufficienti allora l'esecutivo, come già nella scorsa settimana, dovrebbe ricorrere a un decreto legge passando per il cdm in modo da reperire i fondi nel bilancio dello Stato. Ma si tratta ancora di mere ipotesi.

 Intanto in settimana ci saranno le Comunicazioni del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, al Parlamento sulla clausola nazionale di salvaguardia per l'energia. Martedì 4, quando peraltro è previsto un consiglio dei ministri, sarà alle commissioni di bilancio riunite e, il giorno, dopo in aula alla Camera. "Nonostante lo sconto sulle accise, misura che a luglio ha avuto validità per un totale di 7 giorni su 31, la spesa per i rifornimenti di carburanti su strade e autostrade italiane è salita nell'ultimo mese di +782 milioni di euro rispetto a quanto speso a luglio 2025", afferma il Codacons. L'Associazione dei consumatori fa quindi presente che, sempre nell'ultimo mese lo Stato, grazie a Iva e accise, ha guadagnato circa 2,9 miliardi di euro grazie ai rincari alla pompa. Guardando a quanto costeranno gli spostamenti in auto per raggiungere i luoghi di villeggiatura, il Centro di formazione e ricerca sui consumi (C.r.c.) ha messo a confronto i listini odierni di benzina e gasolio con quelli in vigore nello stesso periodo dell'anno scorso.

La spesa più elevata si registra sulla tratta Torino-Palermo, circa 1.588 km totali, dove tra andata e ritorno, considerati i prezzi medi dei carburanti al 31 luglio, il costo dei rifornimenti è di 453 euro per la benzina, 389 euro per il gasolio. Inoltre, rileva il C.r.c, confrontando i listini attuali con quelli in vigore nello stesso periodo del 2025, emerge che "i più penalizzati sono i proprietari di auto a gasolio".  Nonostante il taglio delle accise disposto dal governo, infatti, un litro di diesel costa oggi in media il 26% in più rispetto a fine luglio dello scorso anno, pari ad una maggiore spesa da oltre 43 centesimi al litro, mentre la benzina è rincarata del 16,5%, sottolinea il Centro.  Secondo Giuseppe Sperduto, presidente della Federazione italiana benzinai, l'unico modo per contenere i rincari al distributore è "applicare il prezzo amministrato" perché "solo un prezzo deciso dal governo e uguale per tutti può evitare che i furbetti speculino sui cittadini".
   

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