Il tecnico azzurro mastica amaro dopo l'eliminazione: "Senza 13 giocatori abbiamo mostrato carattere europeo. Il vero rimpianto resta Copenhagen, ora testa al campionato"
Salvatore Malfitano
29 gennaio - 00:19 - MILANO
Rammarico, delusione e un pizzico di soddisfazione per essersela giocata più che alla pari. Antonio Conte è un misto di emozioni. La prima sensazione a prevalere è l’impotenza, il Napoli è arrivato ad uno dei momenti più importanti della stagione senza calciatori troppo importanti. “I disastri sono altri, stiamo parlando di sport” sostiene l’allenatore, quando si trova a commentare quello che è tutto sommato un fallimento, per la squadra campione d’Italia. “Ognuno di noi cerca di fare del proprio meglio. In questo disastro calcistico c’è uno scudetto e una Supercoppa Italiana in un anno e mezzo, bisogna andarci piano con le parole. Giocare senza tredici calciatori, di cui molti importanti, e tenere testa al Chelsea facendo una partita di carattere europeo, è la cosa più importante. Nonostante le difficoltà di questa stagione, dove dall’inizio dell’anno abbiamo gravi defezioni di lungodegenti, noi alla fine stiamo continuando a fare il nostro percorso e a crescere”.
marcio in danimarca
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Il vero passo falso del Napoli, secondo Conte, è stato contro in Danimarca la settimana scorsa. “Sicuramente l’errore più grosso è stato quello di Copenhagen. Deve essere per tutti la partita del rimpianto, siamo tutti d’accordo. Non si può essere sopra di un uomo e di un gol e poi concedere un rigore e pareggiare, altrimenti saremmo stati già qualificati per i playoff e ci sarebbe stata un’importanza minore. Sono gare che servono a misurarci, il livello che abbiamo espresso nonostante fossimo rimaneggiati dimostra che ciò che sta facendo il Napoli non è frutto del caso ma di un attento lavoro, che ha bisogno di proseguire. Magari avendo un po’ di buona sorte, perché non penso che ci sia una squadra al mondo che sta come noi”. Adesso bisogna tenere lo sguardo fisso sul campionato e restare in alto per rientrare tra le prime quattro. “Avremmo voluto far meglio e avremmo potuto, ce lo saremmo anche meritati, è poco ma sicuro. Siamo arrivati lì, vuol dire che si può solo migliorare. Sarà una battaglia giocare la Champions League l’anno prossimo, dobbiamo essere bravi a guadagnarci la possibilità di esserci di nuovo”.
ricominciamo
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La sconfitta e l’eliminazione non inficiano quanto di buono ha messo insieme il Napoli finora. “Si riparte dal lavoro che stiamo facendo, stiamo facendo un grande lavoro. Abbiamo una squadra rimaneggiata e avremmo meritato di vincere contro il Chelsea, una squadra che ha vinto il Mondiale per Club e che ha giocatori importanti. Si riparte da analisi serie e approfondite sul lavoro che stiamo conducendo, il resto sono tutte chiacchiere”. Infine, Conte si è voluto sfogare per gli impegni molto ravvicinati, che non aiutano una squadra in emergenza infortuni ma, anzi, rischiano di aggravare la situazione. “Io ho energia, dobbiamo giocare tra due giorni e mezzo. Si fa fatica a capire chi fa i calendari e che ci mette tre partite in sette giorni. Mi piacerebbe chi è il fenomeno che fa i calendari. Giochiamo domenica, poi ora alle 21 e poi sabato alle 18. Poi si parla di infortuni e di tante altre cose, ma poi se ne fottono altamente”.











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