Consorzio Parmigiano Reggiano, con il caldo la produzione non è a rischio

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Le elevate temperature estive rappresentano ormai una sfida strutturale per il comparto agroalimentare italiano, ma la filiera del Parmigiano Reggiano dimostra nell'immediato una solida capacità di tenuta. Con circa 4 milioni di forme prodotte all'anno e un fatturato al consumo che sfiora i 4 miliardi di euro — trainato da un export superiore al 50% —, l'impatto a breve termine del caldo estremo appare ampiamente gestibile. Diversa è invece la prospettiva nel lungo periodo: la crescente frequenza di eventi meteorologici estremi rischia infatti di compromettere gli equilibri economici della filiera, a causa del calo prolungato delle rese di latte e dell'aumento dei costi di produzione.

Ne è convinto Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano: "La produzione non è attualmente a rischio, ma la crescente frequenza e intensità degli eventi meteorologici estremi legati al cambiamento climatico è motivo di preoccupazione per tutta la nostra filiera. Nel lungo periodo queste condizioni potrebbero avere conseguenze economiche, sia attraverso minori rese in latte nei periodi di caldo estremo, sia attraverso maggiori costi di produzione, incluso potenzialmente il costo dei foraggi".
   

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