Pollini, fumo e inquinamento peggiorano le cose. I consigli degli esperti per proteggere gli occhi
Giacomo Martiradonna
29 aprile - 13:09 - MILANO
Con l’arrivo della primavera, la colonnina di mercurio va su e aumentano le occasioni per trascorrere più tempo all’aperto. Col risveglio della natura, però, torna anche l'incubo dei pollini e delle allergie stagionali. Secondo l’Associazione Italiana Medici Oculisti, se all'equazione aggiungiamo poi l’inquinamento atmosferico e l’esposizione al fumo, l’insorgenza o l’aggravamento della congiuntivite allergica diventa molto più probabile.
lo studio
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Una revisione sistematica pubblicata sulla rivista Life, basata sull'analisi di 29 studi per un totale di oltre 3 milioni di visite ambulatoriali legate alla congiuntivite allergica, suggerisce che pollini e inquinanti atmosferici tendano ad agire in sinergia nel determinare i sintomi della malattia. Sotto la lente degli esperti sono finiti soprattutto il particolato atmosferico, gli ossidi di azoto e l’ozono. L’esposizione a questi elementi si associa infatti a un aumento degli accessi ambulatoriali e del rischio di sviluppare la patologia. Da solo, l’ozono si associa a un incremento dell’8% delle visite per congiuntivite allergica, e le polveri sottili (pm 2.5) aumentano il rischio fino a nove volte.
Congiuntivite, i consigli degli oculisti
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I sintomi più comuni della congiuntivite allergica includono arrossamento, gonfiore e prurito a carico degli occhi, ai quali si possono aggiungere bruciore, lacrimazione e fotosensibilità. Particolare attenzione, secondo gli specialisti, va rivolta ai portatori di lenti a contatto e ai bambini. Oltre a peggiorare la sintomatologia, il fumo passivo può inoltre esacerbare la cherato-congiuntivite allergica, mentre le sigarette elettroniche possono intaccare il film lacrimale e favorire processi infiammatori.
Evitare i fattori scatenanti è il primo presidio, ma non l'unico. Gli oculisti consigliano anche di limitare l’esposizione all’aperto nelle giornate con alta concentrazione di pollini (esistono delle applicazioni mobili specifiche) e di indossare occhiali da sole avvolgenti. E al bisogno, si può ricorrere a colliri naturali o antistaminici. Assolutamente no al fai-da-te con antibiotici o cortisonici, in assenza di consulto medico.











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