Con chi parlava Rocchi a San Siro? L'ipotesi del pm. Domani interrogatori, l'ex designatore non ci sarà

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L'avvocato dell'ex arbitro spiega: "Non sono a conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari". L'ex supervisore Gervasoni, invece, ci sarà

Luca Bianchin e Lorenzo Cascini

29 aprile - 07:58 - MILANO

C’è qualcosa di strano in questa inchiesta sugli arbitri. Un tempo sospeso, in cui tutti attendono un Big Bang senza sapere se arriverà mai. Il pubblico ministero Maurizio Ascione, titolare delle indagini sugli arbitri alla Procura di Milano, ha ipotizzato due designazioni decise a tavolino da Gianluca Rocchi. La frase simbolo è presto diventata questa: “Gianluca Rocchi è accusato di frode sportiva per aver scelto arbitri graditi all’Inter”. Sì, ma come è accaduto? Il luogo del (presunto) delitto è chiaro: lo stadio di San Siro. La data, anche: il 2 aprile 2025, giorno di Milan-Inter di Coppa Italia. La domanda è: con chi parlava Rocchi al Meazza? Gli inquirenti ritengono di aver capito di chi sia la voce della persona (o delle persone) a colloquio con il designatore. Cercheranno conferme nei prossimi giorni ma una teoria si fa largo: queste persone sarebbero appartenenti al mondo arbitrale. Per il Big Bang, serve che Ascione provi la sua teoria. 

rocchi non si presenta

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Il tempo sospeso si interromperà domani mattina. C’è un appuntamento fissato: gli interrogatori a Rocchi e al supervisore Andrea Gervasoni previsti a Milano. Certezze: si presenterà solo Gervasoni. Rocchi no, assente. "Una decisione mia, lui voleva presentarsi – ha detto ieri il suo avvocato, Antonio D’Avirro -. Non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mio mandato difensivo". E allora, avanti col silenzio. Dino Tommasi, successore di Rocchi come designatore, lo ha sostenuto a distanza: "Mandiamo un messaggio di solidarietà e vicinanza a Gianluca e Andrea da tutto il gruppo di arbitri". Va bene, ma questa inchiesta occuperà i pensieri per altre settimane. A proposito di tempi, vediamo quando è iniziato tutto questo. L’iscrizione dell’inchiesta è dell’ottobre del 2024, circa un anno e mezzo fa. Probabilmente, inizialmente era un’inchiesta contro ignoti, poi si è arrivati a inserire gli arbitri nel registro degli indagati. Il primo avviso di garanzia è stato notificato al designatore Rocchi, poi via via a tutti gli altri. Al momento gli indagati sono cinque, esclusivamente appartenenti al mondo arbitrale: Rocchi, Gervasoni, Nasca, Di Vuolo e Paterna.

sentito de marco

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Gli interrogatori svolti dalla Procura sono stati molti, compreso l’avvocato veronese Michele Croce che, al termine di Inter-Verona del gennaio 2024, ha presentato un esposto alla Procura. Pure lui è stato sentito ma ovviamente non è la sua la testimonianza più forte. All’elenco delle persone ascoltate si possono aggiungere diversi nomi. Uno è quello dell’ex arbitro Eugenio Abbattista: c’è il sospetto che la sua audizione possa essere importante per l’inchiesta, anche se non è stata la scintilla che ha fatto scoppiare il caso. Probabilmente, però, ha parlato a lungo con Ascione: nel 2024 si era dimesso dall’Associazione Italiana arbitri e non ha mai nascosto il suo livore verso Rocchi e il sistema arbitri. "Ero stanco della sensazione di schifo che avvertivo attorno", aveva raccontato a Le Iene. Tra gli appartenenti alla classe arbitrale ascoltati dalla Procura - su per giù una ventina - c’è l’ex arbitro De Marco. E nell’elenco ci sarebbe anche Daniele Orsato. Il primo è l’uomo incaricato dalla Figc per curare le relazioni con i club di A e di B nel 2025-26. Orsato, invece, è l’attuale designatore della Can C, oltre che il secondo arbitro per presenze nella storia della Serie A (289) e l’arbitro della finale di Champions 2020 tra Bayern e Psg (non bella come la semifinale di ieri...). 

ricostruzione anonima

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In questo universo di arbitri, guardalinee e varisti che prendono un treno, vanno a Milano e parlano in Procura o alla Guardia di Finanza, si possono disegnare infiniti scenari. Ogni iscritto all’Aia è stato sentito – non come indagato – su partite, situazioni, rapporti. Ascione così può avere avuto accesso a mondi sconosciuti. Una fonte anonima ieri ha dato una sua versione all’Agi sulla presunta comunicazione (non consentita) tra Rocchi, Gervasoni e gli uomini nella sala Var. Per capirci: le bussate e i gesti da carta-forbice-sasso usati per chiedere di intervenire o astenersi. Le sue parole: "Il codice dei segni a Lissone esisteva ma non tutti ricevevano i suggerimenti di Rocchi o di altri. Quelli erano rivolti solo agli 'amici'. Chi non si piegava a questo metodo veniva esautorato. I supervisori erano presenti solo ad alcune partite, in linea di massima quelle che interessavano club importanti o in cui, come Udinese-Parma, si voleva aiutare qualche 'amico' addetto al Var a fare carriera". Le dichiarazioni anonime valgono quel che valgono ma questa aiuta a capire che clima si respirasse (e si respiri) all’Aia. Fa concorrenza a Yakutsk, Siberia, un congelatore da -50 gradi al sole: il grande freddo.

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