Buonfiglio: "Non mi faccio influenzare da nessuno, quando c'erano i presupposti per commissariare l'ho fatto". Abodi: "Il calcio non è tutto, c’è anche il resto"
Il commissariamento non va più di moda. Con l’inchiesta di Milano che si sgonfia, visto il mancato coinvolgimento di tesserati dei club, perde sostanza anche l’ipotesi di un intervento straordinario sulla Federcalcio. Ieri ha preso le distanze da qualsiasi forma di forzatura anche il governo, finora interessato a intervenire per una riforma radicale del sistema, per molti possibile soltanto attraverso un uomo esterno al calcio con poteri straordinari per modificare, tra le altre cose, anche lo Statuto Figc. "Bisogna smetterla di dire che la politica vuole 'mettere le mani' sul calcio. Non c’è intenzione di un commissariamento politico. Servono, però, risposte immediate ed efficienti, servono riforme. Aspettiamo di capire cosa si vuole fare", hanno rivelato fonti dell’esecutivo all’Agi. E il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, uno dei primi a spingere in questo senso e solitamente molto propenso a esprimersi sul tema, ieri si è limitato a dire: "A volte si pensa che il calcio sia tutto, ma c’è anche il resto. I contenuti dei quali mi devo occupare sono tanti". Fine.
il coni dice no
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Ma cosa intendiamo per commissariamento politico? Le risposte sono due: un provvedimento fortemente voluto e indirizzato dalla politica o una legge, o meglio un decreto, che lo preveda al suo interno. Sul primo fronte ieri è intervenuto in modo molto chiaro e deciso il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, l’unico realmente titolato a portare avanti questa tanto discussa iniziativa: "Non mi lascio influenzare, da destra, da sinistra, da chi vuole parlare al posto mio. Non esiste. Io sono stato eletto per far rispettare le regole, ma il primo a doverle rispettare sono io. Quando ci sono stati i presupposti per commissariare l’ho fatto (è già successo con le federazioni di pentathlon e cricket e la danza sportiva è sotto la lente d’ingrandimento, ndr), oggi non ci sono". Parole forti, che per la prima volta in modo tanto netto prendono le distanze da certe pressioni.
la via del decreto
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E veniamo a quello che il presidente dimissionario Gabriele Gravina, condannandolo con la massima forza, ha definito “commissariamento per legge”. Da giorni circola la bozza di un disegno di legge, a firma del senatore di FdI Paolo Marcheschi, che tra i vari interventi per riformare il calcio prevede che il Coni commissari la Federazione entro 30 giorni dall’entrata in vigore della norma. Quando gli abbiamo chiesto se la frenata degli ultimi giorni stia spingendo anche lui, che è presidente della VII Commissione Cultura del Senato e conosce bene le criticità del calcio, a rallentare, risponde senza esitare: "Noi andiamo avanti, non per un capriccio ma perché è quello che vogliono gli italiani che ci hanno eletto". In che modo? "La soluzione migliore è che sia il calcio stesso a commissariarsi, magari attraverso la mancata elezione del nuovo presidente, votando scheda bianca: sarebbe un grande segnale di maturità che permetterebbe loro anche di collaborare alla scelta del commissario con Buonfiglio e magari d’accordo con il ministro Abodi. In seconda battuta, visto che riteniamo sia necessario intervenire subito, c’è la volontà di fare un invito al governo per un decreto legge". Il Colle però non ama firmare decreti che non abbiano un chiarissimo carattere d’urgenza e qui al momento non ci sono scadenze o fattori che possano determinarla: "Sappiamo benissimo che si possono incontrare degli ostacoli giuridici normativi e non vorremmo fare nemmeno un’invasione di campo, neanche con la nostra terza strada, che è quella del disegno di legge di cui tra 7 giorni puntiamo a presentare un testo unico". Ma un “commissariamento per legge” mina di fatto l’autonomia dello sport, Fifa e Uefa non la prenderebbero bene: "Quando depositeremo l’atto, soprattutto per la parte del commissariamento, dovranno essere fatte proprio delle attente valutazioni giuridiche". Senza dubbio. La strada sembra essere ancora lunga. Molto lunga.











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