Come giocherebbe l'Italia di Conte? Lo schema lo decidono... i calciatori

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Quando è arrivato alla Juve nel 2011 Conte doveva essere il profeta del 4-2-4 con Elia e Krasic ai lati: poche partite e, transitando per il 4-3-3, è arrivato al 3-5-2 vincente, perché con Vidal la mediana non poteva che essere a tre. Da allora non s’è mai fermato: in Premier ha schierato anche il 3-4-3, all’Inter è tornato al 3-5-2, nel Napoli varia sistemi fin dal primo giorno, dal 4-3-3 al 4-2-3-1 al 3-4-2-1. La sua Italia era 3-5-2.

l'italia di conte

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Se dovesse prendere in mano di nuovo la Nazionale, sicuramente Conte sceglierebbe la tattica in base ai giocatori. Il “problema”, diciamo così, è che il 70% della Serie A gioca con la difesa a tre: quindi ci sono pochi esterni offensivi per un 4-3-3 (diversamente dalle nazionali top, tutte con tridente d’attacco), ma ci sono anche pochi laterali alti per un 4-2-3-1. Meno problemi con un 3-4-2-1 nel cui tridente potrebbero convivere Kean, Esposito e un trequartista meno offensivo (da Pisilli a Vergara) ma anche Raspadori. Ancora meno problemi a schierare un 3-5-2 con due centravanti. Sono discorsi davvero prematuri. Se poi Conte dovesse davvero diventare il ct non potrebbe prescindere dai migliori giovani (Palestra, Pisilli, Esposito) senza però rinunciare a chi, a parte l’età, ha ancora tanto da dare all’Italia.

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