Dietro il lavoro di Jannik c’è Riccardo Ceccarelli, medico dello sport e fondatore di Formula Medicine, che da oltre 30 anni sviluppa programmi di preparazione mentale per atleti e professionisti ad alta prestazione
La prima partita dopo una delusione importante è spesso una sfida mentale prima ancora che tecnica. L’eliminazione al secondo turno, arrivata dopo il malore accusato contro Juan Manuel Cerundolo quando era avanti di due set e un break, rappresenta uno dei momenti più complicati della sua stagione. Ed è proprio in una situazione come questa che entra in gioco uno degli aspetti meno visibili ma più importanti del percorso che ha portato l’azzurro al vertice del tennis mondiale: l’allenamento della mente. Dietro questo lavoro c’è Riccardo Ceccarelli, medico dello sport e fondatore di Formula Medicine, il centro di Capezzano Pianore che da oltre trent’anni sviluppa programmi di preparazione mentale per atleti e professionisti ad alta prestazione. Il legame con la Formula 1 è diretto: prima ancora che nel tennis, il metodo è stato applicato ai piloti. Da Ayrton Senna a Fernando Alonso, da Charles Leclerc a Max Verstappen, molti campioni del motorsport hanno lavorato con la struttura toscana. Sinner si è avvicinato a Ceccarelli da giovanissimo, spinto da una curiosità che lui stesso ha raccontato più volte: capire come funziona il proprio cervello. Da allora il rapporto non si è mai interrotto, anche nei frequenti cambiamenti che hanno interessato il resto del suo staff. La ragione è semplice: il lavoro non è focalizzato sul risultato, ma sui processi che permettono all’atleta di affrontare pressione, difficoltà e imprevisti.
palestra mentale
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La cosiddetta "palestra mentale" di Formula Medicine assomiglia poco all’immagine tradizionale del mental coaching. Non ci sono sedute motivazionali o lunghe conversazioni. Il cuore del metodo è rappresentato da esercizi al computer, simulatori e software sviluppati inizialmente per il mondo delle corse. Attraverso joystick, schermi e programmi specifici, l’atleta viene sottoposto a situazioni che riproducono condizioni di stress crescente: stimoli multipli, distrazioni, richieste decisionali rapide, improvvisi cambi di scenario. L’obiettivo è osservare come reagisce il cervello sotto pressione. Durante le sessioni vengono monitorati diversi parametri fisiologici e cognitivi: frequenza cardiaca, livello di attivazione, tempi di reazione, capacità di mantenere l’attenzione e qualità delle decisioni. Una sorta di telemetria mentale che richiama da vicino quella utilizzata in Formula 1 per analizzare il comportamento della vettura e del pilota. Da questi dati nasce il concetto chiave del metodo Ceccarelli: la self awareness, la consapevolezza di sé. Conoscere i propri meccanismi mentali, riconoscere in anticipo i segnali della tensione e imparare a gestirli prima che influenzino la prestazione. In altre parole, trasformare la mente da elemento imprevedibile a fattore allenabile.
la macchinina
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Il lavoro di Sinner si svolge prevalentemente da remoto. Darren Cahill ha raccontato come gli esercizi vengano integrati nella programmazione quotidiana, con momenti di confronto più intensi durante l’off season o nei passaggi più delicati dell’anno. È una preparazione continua, costruita nel tempo, che non cerca scorciatoie ma accumula strumenti da utilizzare quando serve. Il funzionamento è semplice: Jannik indossa una fascia con sensori che deve registrare ogni reazione che poi verrà analizzata. Il “gioco” prevede la simulazione di una gara di F1, con un circuito sui cui ci sono quattro auto, una delle quali è di Sinner. Più Jannik riesce a non farsi distrarre da ciò che appare sullo schermo, più la macchina va veloce. Il concetto è allenare la concentrazione, perché con la mente pulita la macchina va veloce. Le altre macchine, i numeri, la gara, sono tutte distrazioni da cui ti devi isolare. Il concetto, in pratica è che vinci se non ti fai coinvolgere dalla gara. Un po’ come entrare in meditazione mentre sei in un ambiente distraente.
continuità
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Negli ultimi mesi questi strumenti hanno contribuito a sostenere una continuità fuori dal comune. La serie di cinque Masters 1000 consecutivi conquistati tra Parigi-Bercy, Indian Wells, Miami, Montecarlo e Madrid non è stata soltanto una dimostrazione di superiorità tecnica. È stata anche la conferma di una capacità rara di mantenere lo stesso livello di attenzione e rendimento per settimane, indipendentemente dalla superficie e dal contesto. Un esempio significativo si è visto anche a Roma. Nella semifinale contro Daniil Medvedev, in un ambiente carico di aspettative e pressione, Sinner ha attraversato una fase complessa della partita senza perdere lucidità. È un principio che Ceccarelli sintetizza nella cosiddetta "teoria dello scalatore". Chi scala una montagna non può pensare continuamente alla vetta. Deve concentrarsi sul passo immediatamente successivo. Guardare troppo avanti rischia di far perdere equilibrio; restare nel presente permette invece di continuare a salire. Sarà proprio questa una delle chiavi per lasciarsi alle spalle Parigi. La sfida non riguarda soltanto il recupero fisico dopo il malore che ne ha condizionato il torneo francese ma la capacità di archiviare rapidamente una delusione inattesa e ripartire. In fondo è la stessa lezione che Ceccarelli ha maturato in decenni di lavoro con i piloti: una curva sbagliata può compromettere una gara, ma non deve influenzare quella successiva. Per continuare a vincere, serve guardare avanti senza distrazioni.










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