Riccardo Cristilli
9 maggio - 11:42 - MILANO
Capire se i disturbi intestinali sono compatibili con IBS richiede osservazione dei sintomi, valutazione medica e talvolta esami mirati per escludere altre patologie
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Intestino irritabile
La sindrome dell'intestino irritabile, spesso indicata semplicemente con l'acronimo inglese IBS (Irritable bowel syndrome), è una condizione dell'apparato digerente che si manifesta con sintomi ricorrenti e variabili nel tempo. Non esiste un singolo esame capace di confermare la diagnosi in modo diretto, perché l'identificazione del disturbo si basa soprattutto sull'osservazione del quadro clinico complessivo e sull'esclusione di altre patologie intestinali.
Il primo segnale da considerare è la presenza di dolore addominale ricorrente e non isolato. Spesso i medici per identificare questa sindrome si basano sui criteri chiamati Rome 4 dal nome dell'organizzazione non profit Fondazione Roma che li ha sviluppati sotto la gestione del Degnon Associates con sede in Virginia. Questi criteri includono dolore addominale con movimento intestinale; dolore e cambiamenti nella frequenza dell'evacuazione; dolore e variazione nel colore e nella consistenza delle feci. Sintomi che per poter portare a una diagnosi devono avere una frequenza di almeno tre giorni al mese per tre mesi.
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