La guerra in Medio Oriente potrebbe
costare tra i 614 e gli 818 euro annui a famiglia. E' la stima
che fa il Codacons.
Nell'ipotesi di un incremento dei prezzi nel comparto
alimentari e bevande del +1%, e considerata la spesa media per
consumi delle famiglie, l'aggravio ulteriore determinato dal
conflitto in Medio Oriente sarebbe di +64 euro annui per la
famiglia "tipo", +93 euro annui per un nucleo con due figli, con
una stangata complessiva da +1,65 miliardi di euro solo per
l'acquisto di cibi e bevande.
Rispetto alle quotazioni del 27 febbraio scorso, prima dello
scoppio del conflitto, il petrolio Brent costa oggi il 16,6% in
più (da 72 a 84 dollari al barile), mentre il Wti è rincarato
del +14,3% (da 66,5 agli attuali 76 dollari).
Nell'ipotesi che la corsa del petrolio venga scaricata in
parte sui prezzi finali al distributore, con rincari del +8%
rispetto ai listini alla pompa del 27 febbraio scorso, la
benzina salirebbe in media a 1,805 euro al litro, con un aumento
pari a +6,65 euro a pieno, +160 euro all'anno (ipotizzando una
media di due pieni al mese a vettura). Il gasolio salirebbe a
1,861 euro al litro, +6,90 euro a pieno, con una maggiore spesa
di +165 euro all'anno.
Più complesso il settore delle bollette luce e gas.
Nell'ipotesi di un incremento finale delle bollette del +10% sia
per il gas che per la luce, l'incremento complessivo sarebbe di
circa +210 euro annui a nucleo rispetto alla spesa media
sostenuta nel 2025. Nell'ipotesi di un incremento del +20% per
il gas e del +15% per la luce, la spesa per le bollette
energetiche salirebbe di circa 380 euro annui a nucleo rispetto
alla spesa sostenuta nel 2025.
Considerata la spesa media delle famiglie per i servizi legati
ai trasporti, un incremento complessivo delle tariffe del
settore del +5% comporterebbe una maggiore spesa da circa +180
euro annui a famiglia.
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