Cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliano e un impiegato di un'azienda di informatica sono stati scoperti dalle telecamere nascoste piazzate dalla Polstrada
Giuseppe Croce
12 giugno - 13:35 - MILANO
Chi abbia visitato recentemente la splendida Cefalù, o la deliziosa Finale di Pollina (entrambe località di mare in provincia di Palermo) e si sia chiesto come mai ci fosse una fila molto lunga al casello nonostante il numero non altissimo di auto che percorrono quel tratto dell'autostrada Palermo-Messina, ora può avere una probabile risposta a questo dubbio. Secondo quanto imputa loro la Procura di Termini Imerese, le casse automatiche dei caselli di Buonfornello, Cefalù e Pollina-Castelbuono venivano disattivate da alcuni casellanti infedeli del Consorzio autostrade siciliane (Cas), per dirottare il traffico verso i loro varchi dove, a danno del Consorzio, facevano la cresta sui pedaggi pagati dagli automobilisti. I magistrati hanno avviato l'indagine dopo aver ricevuto una segnalazione dal Cas.
LA TRUFFA DEL CASELLO
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La presunta truffa scoperta dalla Procura, grazie alle telecamere nascoste piazzate nei gabbiotti dei caselli dalla Polizia stradale, non era a danno degli automobilisti ma del gestore della rete autostradale. I casellanti infedeli calcolavano e ricevevano la somma dovuta da chi passava dal casello, ma il biglietto consegnato dal guidatore non veniva inserito nel "ricevitore di pista", cioè nel macchinario che registra e contabilizza ogni pagamento. Al posto dei biglietti ricevuti dagli automobilisti, infatti, i casellanti inserivano altri biglietti, dall'importo nettamente inferiore (solitamente 90 centesimi). In questo modo, a fine turno, potevano trattenere tutta la differenza tra gli importi effettivamente incassati e quelli contabilizzati tramite il ricevitore di pista. Il biglietto medio incassato, nello specifico, aveva un importo compreso tra 7 e 15 euro e ogni dipendente, in questo modo, riusciva a sottrarre al Cas fino a 260 euro al mese.
TRE MESI DI INDAGINI
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Le indagini sono state svolte tra novembre 2025 e gennaio 2026 e le telecamere della Polstrada hanno registrato 266 episodi di truffa, perpetrati da cinque dipendenti del Cas con l'aiuto di un dipendente di una ditta privata che si occupa del collegamento informatico dei ricevitori con i sistemi centrali del Cas. È stato proprio il Cas a chiedere l'intervento della Procura, dopo aver notato incassi costantemente troppo bassi in quei tre caselli, rispetto a quelli attesi. I caselli di Buonfornello, Cefalù e Pollina-Castelbuono, infatti, sono tra i pochi della Palermo-Messina ad avere un buon traffico, in particolare in estate quando vengono presi d'assalto dai vacanzieri. Sia il Cas che la Procura, per questo, ritengono molto probabile che quanto scoperto con questa indagine sia solo la punta di un iceberg ben più grande. I sei indagati, nel frattempo, sono stati sospesi e, di fronte al Gip, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.









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