Dopo la Racing Night di Misano il Campionato Italiano Velocità entra nella fase decisiva. Delbianco resta leader in Superbike, ma il secondo zero cambia il peso del suo vantaggio. Dalla Porta ribalta la Supersport, Bianchi e Perez Selfa provano a gestire la fuga, mentre la Moto4 resta apertissima. E con le Superpole Race ancora da disputare in Superbike e Supersport, la volata verso Cremona e Vallelunga può riservare altri scossoni
Valerio Boni
27 luglio - 09:55 - MILANO
A Misano il Civ 2026 ha superato idealmente la linea che separa la prima parte della stagione dalla volata finale. Non tanto perché la Racing Night abbia assegnato verdetti definitivi, quanto perché ha iniziato a rendere più chiaro il peso degli errori, degli zeri e delle occasioni ancora disponibili. A due terzi del campionato, con Cremona e Vallelunga ancora da disputare, le classifiche non vanno più lette solo in verticale, guardando chi è davanti e chi insegue. Bisogna leggerle in profondità, quanti punti restano davvero sul tavolo, chi ha già consumato i margini di sicurezza, chi ha ancora una Superpole Race da giocarsi e chi, invece, può soltanto affidarsi alle quattro manche tradizionali rimaste.
Quando il margine non basta
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In questo senso, il caso più interessante è quello della Superbike. Alessandro Delbianco è uscito da Misano ancora leader, ma con il secondo zero pesante della sua stagione dopo quello di Imola. Quando è arrivato al traguardo ha quasi sempre dimostrato di poter essere il riferimento della categoria; il problema, ora, è che in una stagione così corta due manche senza punti iniziano a cambiare il significato del vantaggio. I 145 punti in classifica restano un capitale importante, ma sono non più una coperta lunga. Cavalieri è a quota 113, Giannini a 107, e la Superbike deve ancora assegnare punti supplementari con la propria Superpole Race. Significa che Delbianco resta padrone del proprio destino (e del campionato), ma non può più permettersi di trasformare altre occasioni in uno zero.
vittoria costruita, non regalata
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La Racing Night del sabato, inoltre, ha offerto una lettura tecnica meno banale rispetto alla semplice contrapposizione Yamaha-Ducati. Delbianco aveva costruito la vittoria del sabato soprattutto nella prima parte del giro, dove era stato più efficace nei primi due settori, mentre Rinaldi era risultato più incisivo nella seconda metà della pista e aveva firmato il giro veloce. Non era quindi una superiorità lineare, né una questione di velocità massima. Il vantaggio nasceva dall’equilibrio complessivo, dalla capacità di sfruttare i punti favorevoli e di difendersi dove la Ducati Bmax tornava più forte. La domenica, con la doppietta Tulovic-Rinaldi, ha poi ribadito che Ducati non è affatto in posizione difensiva. Anche questo pesa nella lettura del campionato: Delbianco resta il riferimento della Superbike italiana, ma il fronte degli inseguitori non è né corto né debole.
La Supersport cambia padrone
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In Supersport il discorso è diverso, perché Misano non ha semplicemente confermato una tendenza, l’ha ribaltata. Dopo Imola sembrava che Mantovani avesse cambiato passo, forte di un weekend perfetto costruito anche grazie alla Superpole Race. A Misano, senza la terza gara, la categoria è tornata a una struttura più tradizionale, ma il risultato ha comunque introdotto una nuova svolta. Dalla Porta ha preso la testa del campionato, Farioli ha inciso nel ruolo di wild card, Antonelli ha reagito con due podi dopo il fine settimana nero di Imola, e Mantovani si è ritrovato a inseguire. Qui la classifica dice molto, ma non tutto. Dalla Porta è davanti, Mantovani è ancora vicino, Patacca resta in gioco, e la Superpole Race ancora da disputare può diventare un moltiplicatore decisivo. La Supersport, più della Superbike, sembra una partita da giocare d’inerzia: chi riesce a mettere insieme due gare pulite, senza errori, può cambiare il senso del campionato in un solo weekend.
gli equilibri si spostano
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La posizione di Antonelli merita una lettura a parte. Dopo Imola, dove era caduto due volte nella stessa zona del circuito, Misano lo ha rimesso al centro della scena con due podi. Non è detto che questo basti per reinserirlo davvero nella lotta per il titolo, ma può trasformarlo in un fattore determinante. Da qui a Vallelunga, Antonelli può togliere punti a Dalla Porta, Mantovani, Patacca e Zannoni, diventando l’uomo che sposta gli equilibri anche senza essere il primo favorito per la classifica finale. È una condizione tipica della seconda parte di stagione, perché non contano solo i duelli diretti tra chi è davanti, ma anche la presenza di piloti capaci di inserirsi stabilmente tra i pretendenti rivoluzionando i giochi.
due fughe diverse
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Sportbike e Moto3 sembrano invece più canalizzate verso finali con poche sorprese, ma per motivi diversi. In Sportbike il margine di Bianchi è enorme e la classifica gli consente di gestire, anche se Misano ha mostrato che Ercolani può batterlo nel confronto diretto. La vittoria in volata della domenica non riapre automaticamente il campionato, ma impedisce di raccontarlo come una marcia solitaria, senza rivali all'altezza. Bianchi ha ancora il vantaggio di chi può amministrare, Ercolani ha guadagnato il ruolo di primo inseguitore, mentre la squalifica di Martella dopo il terzo posto sul traguardo ha ricordato quanto, in questa fase, anche un dettaglio tecnico possa cambiare il peso di un risultato.
perez controlla
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In Moto3 la sensazione è ancora più netta. Lo spagnolo Perez Selfa non sta soltanto vincendo, sta imponendo distacchi e passo. A Misano, come a Imola, ha trasformato la gara in un esercizio di controllo, lasciando agli altri la lotta per il ruolo di inseguitore. Sponga e Da Dalt sono ancora lì, ma il modo in cui Perez costruisce il margine, spesso accompagnando la vittoria al giro veloce, dà alla sua marcia un ritmo diverso. Non è ancora un titolo chiuso, perché i punti disponibili restano molti (104, considerando quelli per i giri veloci), ma è il campionato in cui il leader dà più spesso la sensazione di avere qualcosa in più.
un campionato che non si lascia gestire
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La Moto4 resta invece il territorio dell’incertezza. Rizzi è ancora davanti, ma non domina. Dotta ha velocità e punti, ma a Misano ha perso un’occasione importante con il ritiro della domenica. Fino è risalito, Salvetti è tornato pesante, Vianello e gli altri Buccimoto hanno confermato la forza del gruppo. È la categoria in cui la gestione è più difficile, perché le gare restano compatte, i distacchi minimi e gli errori incidono in modo pesante. Qui parlare di un favorito al titolo è rischioso, meglio dire che Rizzi ha ancora il vantaggio della classifica, ma non quello del controllo totale.
conto alla rovescia
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La volata verso Cremona e Vallelunga parte quindi con scenari molto diversi. Bianchi e Perez possono permettersi di ragionare anche in termini di gestione, pur senza abbassare il ritmo. Rizzi deve difendere una leadership fragile. Dalla Porta e Mantovani sono dentro una Supersport ancora apertissima, resa più interessante dalla Superpole Race che deve ancora arrivare. Delbianco, infine, resta davanti in Superbike, ma i due zeri hanno cambiato il sapore del suo vantaggio: non è più solo il leader da inseguire, è anche il pilota che deve dimostrare di saper chiudere il campionato senza concedere altri regali agli inseguitori. Dopo la Racing Night, il Civ non ha ancora i suoi campioni. Ma ha già iniziato a dire chi può gestire, chi deve attaccare e chi non può più sbagliare.










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