Cipriani: "Ronaldinho giocherà almeno una partita in Serie C, vuole fare a Ravenna l'ultimo gol in carriera"

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Il proprietario del club romagnolo svela i retroscena dietro il clamoroso colpo di mercato e rassicura i tifosi sulla sua presenza in campo: "In campo con noi almeno per una gara di campionato"  

La notizia rimbalzata dagli Usa del ritorno al calcio giocato di Ronaldinho e della sua firma con il Ravenna ha fatto il giro del mondo con il club di Serie C che adesso si appresta a dare il suo benvenuto a una vera leggenda del calcio. L'artefice del colpo ad effetto è stato il 38enne proprietario del club romagnolo Ignazio Cipriani, cresciuto proprio con Ronaldinho come idolo calcistico. Un lungo flirt che è sfociato così in un matrimonio decisamente affascinante, nonostante i 46 anni dell’ex stella di Barcellona e Milan. “Il mio obbiettivo, quando ho acquisito il club nel 2024, è stato quello di far innamorare i ragazzi di Ravenna al calcio - sottolinea da Miami Ignazio Cipriani - Ronaldinho è l’emblema del calcio-gioia, non credo esista un giocatore che inspiri amore per il pallone come lui per cui pensiamo sia davvero il massimo averlo con noi”.

Un’operazione sicuramente intrigante, com'è nata? 

"Ci abbiamo lavorato molto. Io e Lorenzo Tonetti abbiamo avuto diverse conversazioni con lui e con suo fratello e alla fine ha sottoscritto con entusiasmo il nostro progetto. Lui vuole lanciare anche il suo marchio tecnico, R10, in stile Michael Jordan per intenderci, il Ravenna sarà quindi la prima squadra a vestire questo brand. Ronaldinho entrerà anche in società con noi ma sarà a tutti gli effetti un giocatore. Il suo obiettivo è quello di realizzare il suo ultimo gol in carriera proprio con la maglia del Ravenna".

Quando si metterà a disposizione del club?

"Parteciperà alla presentazione della squadra il 21 agosto, non verrà in ritiro ma sicuramente prenderà parte ad almeno una gara di campionato, magari anche a qualcuna in più, staremo a vedere. Ancora non sappiamo quando scenderà in campo in campionato, dipenderà da diversi fattori, di certo sarà in una gara casalinga".

Come è stata recepita in città la notizia della firma di Ronaldinho? 

"Naturalmente con grandissimo entusiasmo, pensiamo che sia un lusso per tutta la categoria poter vedere una stella del genere in Serie C. Il mio obiettivo, comunque non è economico, la scelta di Ronaldinho nasce dai sentimenti, vogliamo fare appassionare i ragazzi della zona a questo sport e ai colori del Ravenna, sapendo bene che questa notizia ha avuto una risonanza internazionale e che adesso il nome della nostra squadra è sulla bocca di tutti".

Dopo una stagione di assestamento, peraltro decisamente positiva, in Serie C, quali sono adesso le vostre ambizioni?

“Il nostro sogno è la Serie A, ma ci stiamo lavorando senza scorciatoie. Stiamo creando un club all’avanguardia, grazie anche alla partnership con Black Duck, un passo alla volta, con un approccio moderno anche ai dati e agli analytic. Abbiamo poi la fortuna di poter contare su un dirigente leggendario come Ariedo Braida che sta mostrando un entusiasmo incredibile per il Ravenna".

In molti paragonano il Ravenna, almeno a livello potenziale, al Como, lei cosa ne pensa? 

"È sicuramente qualcosa che ci inorgoglisce ma la differenza sostanziale è che la nostra proprietà è locale e radicata nel territorio. Ravenna è casa mia e il mio sogno da sempre è quello di fare diventare tifosi del club della nostra città tutti i ragazzi appassionati di calcio della zona. Noi abbiamo tanto lavoro da fare, a cominciare dalle strutture. Il nostro direttore generale Paolo Scocco, che sta facendo un grandissimo lavoro, si sta occupando anche del nostro nuovo e moderno centro di allenamento che dovrebbe essere pronto per gennaio. Poi penseremo allo stadio. Adesso stiamo ultimando i lavori di ristrutturazione del Benelli, ma vorremmo costruirne uno nuovo con uffici e un Hotel Cipriani. Il progetto Ronaldinho è solo un punto di partenza, abbiamo tante idee e grandi ambizioni".

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