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Il tecnico nerazzurro ha fatto come Bearzot e Lippi con gli azzurri che vinsero i Mondiali nel 1982 e nel 2006: ha preso la rabbia e il momento no e ne ha fatto benzina per una vittoria da scudetto
E tutto il mondo fuori. L’Inter come nella canzone “Albachiara” di Vasco Rossi, il cantautore interista. Il bel gioco e la furia atletica non spiegano del tutto il devastante 5-2 sulla Roma. C’è stato dell’altro, bisogna guardare alla psicologia, alle motivazioni. Nel momento più difficile, la squadra, la società e l’ambiente si sono compattati, hanno fatto blocco contro le critiche, le cattiverie, le insinuazioni. Il primo segnale lo ha mandato Cristian Chivu, nella conferenza stampa alla vigilia della partita contro la Roma: “Non ho mai visto una gogna mediatica come quella che abbiamo subito dopo la vittoria contro la Juve”, ha detto l’allenatore. Poco prima del match, il presidente Beppe Marotta, intervistato in tv, ha ribadito il concetto: “Vergognoso il linciaggio di cui è stato vittima Bastoni, come se Alessandro fosse colpevole di chissà che cosa”. La stagione dell’Inter è filata via abbastanza bene fino all’episodio della simulazione di Bastoni contro la Juve, il fallo/ non fallo che ha generato l’espulsione di Kalulu e l’esultanza sciagurata del difensore interista.










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