Il tecnico nerazzurro analizza la vittoria di Dortmund: "Non era semplice in un ambiente come questo, e guardate Sommer, Luis Henrique, Diouf... Ma la sfida più importante è sempre la prossima"
Chissà cosa sarebbe successo, se non fossero arrivate le due sconfitte negli ultimissimi minuti contro Atletico Madrid e Liverpool. I punti dicono che, con la vittoria di Dortmund, l'Inter oggi sarebbe beata tra le prime 8 della Champions League (qui la classifica). Ma così non è stato, nonostante la convincente conquista del Signal Iduna Park. "Abbiamo quello che meritiamo e non bisogna guardarsi indietro ma prendersi quello che abbiamo fatto - analizza Cristian Chivu -. Qui, con questo pubblico, non era semplice. Ma la gara è stata buona, nonostante potessimo fare qualcosa in più. Negli ultimi due mesi questo gruppo è cresciuto in maniera esponenziale. Una possibile sfida a Mourinho? Adesso penso solo a sfidare Nicola domenica, perché è la partita più importante di questa stagione: stanotte siamo costretti a dormire qui, viaggeremo, ci alleneremo... Ma la più importante è sempre la prossima".
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Poi il tecnico nerazzurro si sofferma sul rendimento di Dimarco: "Chiedete a lui, io sono molto contento del suo inizio di stagione soprattutto sul piano della mentalità. Ha voglia di lavorare sodo e di essere determinante, la qualità l'ha sempre avuta. E oggi è maturo, completo, ce lo godiamo". E c'è chi fa notare a Chivu il cambio di filosofia dell'Inter tra Serie A e Champions League: "È merito di questi ragazzi che si sono calati subito nelle nostre richieste con umiltà, parola chiave di questo gruppo. Tutti cercano di fare di tutto per essere protagonisti, tutti sanno che a turno ne hanno la possibilità: guardate Sommer, Luis Henrique, Diouf che ha avuto tutta la pazienza di lavorare per capire anche dove è capitato e le aspettative che ci sono. Andy è entrato con lo spirito giusto, sono contento si sia sbloccato ma deve continuare così perché ormai la maturità è importante, il lavoro è al primo posto. Si può vincere, si può perdere, ma mai dobbiamo perdere il nostro atteggiamento e la nostra mentalità".











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