Chi è Jared Kushner, genero di Trump e uomo chiave del progetto per privatizzare i Mondiali

8 ore fa 5

Il marito di Ivanka ha realizzato insieme al fratello Joshua la campagna per la Coppa in America

"Sono uno dei suoi collaboratori non pagati". Questa frase viene attribuita a Jared Kushner dall’Intelligencer, una delle voci più brillanti del New York Magazine. È la maniera ironica che l’impresario americano, nonché genero di Donald Trump, ha di fare riferimento all’immenso aiuto dato a Gianni Infantino nell’assegnare agli Stati Uniti e poi far trionfare il Mondiale extralarge terminato una decina di giorni fa.

Papà incarcerato

—  

Sì, Jared Kushner è una figura fondamentale nella vita del presidente della Fifa esattamente come è una figura centrale nella vita del presidente degli Stati Uniti. E non solo perché ha sposato sua figlia Ivanka. Il giovane Jared Trump, figlio di Charles grande immobiliarista ed ex donatore di peso del Partito Democratico finito però in carcere per questioni di evasione fiscale e graziato dal co-suocero che l’ha fatto uscire di galera dopo due anni di reclusione, è diventato consigliere di The Donald e una delle voci più ascoltate dal futuro presidente nella sua campagna di ritorno alla Casa Bianca.

Il piccolo di casa

—  

Stiamo parlando di Jared perché è il fratello maggiore di Joshua, il minore dei 4 figli di Charles Kushner: 41 anni, sposato con la supermodel Karlie Kloss nonché fondatore e leader del fondo d’investimento Thrive Capital. Il suo è il nome che sta circolando di più in queste ore nelle quali grazie alle rivelazioni americane sta emergendo la volontà di Infantino di vendere parte dei Mondiali ai privati. Qualora il progetto dovesse andare avanti Joshua potrebbe ricavare enormi benefici dalla grande amicizia stretta da suo fratello Jared, il “collaboratore gratuito” da cui siamo partiti, con Gianni Infantino. Un fratello si muove per affetto, un altro però potrebbe fare grossi business. La casualità.

Figura chiave

—  

E allora facciamo un passo indietro, per andare alle origini del legame di Infantino con i Kushner. A far avvicinare Jared e “Johnny”, il nome del presidente Fifa secondo la fonetica trumpiana, è stato Robert Kraft, l’85enne proprietario dei New England Patriots che guidava lo “United bid”, la candidatura congiunta per il Mondiale del 2026 di Stati Uniti, Messico e Canada. Kraft vide in Kushner la persona giusta per coinvolgere Trump, e non si sbagliava. Il genero d’oro ha iniziato a impegnarsi al massimo per sconfiggere il Marocco nella corsa alla 23a edizione del Mondiale, e una delle chiavi è stato il suo strettissimo legame con il potentissimo Mbs, l’uomo più influente e potente d’Arabia Mohamed bin Salman. La candidatura americana ha iniziato a ramazzare voti, e alla fine ha vinto anche perché al Marocco è stato assicurato il Mondiale del 2030. E all’Arabia quello del 2034. E sono in tanti a essere sicuri che nel 2038 si tornerà negli Stati Uniti, "Questa volta da soli però, eh?" come ha detto senza scherzare granché Trump a Infantino due settimane fa.

Posti del cuore

—  

Jared Kushner è stato attivissimo nel far trionfare la candidatura americana, e il marito di Ivanka Trump ha un paio di posti del cuore: Miami, la città nella quale Infantino lo andava a trovare spessissimo negli anni della costruzione del Mondiale 2026, e il New Jersey, nel quale è cresciuto e dove il padre ha iniziato a porre le basi del suo impero immobiliare. Miami rischiava seriamente di non essere una delle sedi della competizione, e invece dopo un pranzo organizzato da Jared con Gianni è diventata addirittura la base operativa della Fifa negli States. E il MetLife Stadium di East Rutherford, quel New Jersey che al tempo era governato dalla famiglia Murphy, assai legata ai Kushner, ha avuto la finale a detrimento del Texas. In nome di una grande amicizia, che ora potrebbe portare grandi benefici a un altro Kushner. Che evidentemente non ha alcuna intenzione di collaborare gratuitamente con la Fifa come con grande ironia dice di aver fatto il fratello.

Leggi l’intero articolo