"Ero sul set ogni giorno e facevo davvero fatica a dare il massimo. Non sono riuscita a superare il peso fisico e mentale di questa malattia", ha spiegato l'attrice
Giacomo Martiradonna
16 agosto - 17:19 - MILANO
Palpitazioni, stanchezza cronica, insonnia ma anche problemi agli occhi e alla pelle: sono solo alcuni dei sintomi tipici del morbo di Graves. A soffrirne è anche l'attrice Erin Moriarty che interpreta Starlight in The Boys, la fortunata serie di Prime Video basata sul fumetto omonimo creato da Garth Ennis e Darick Robertson. "Avrei voluto riuscire a sfruttare questa situazione per rendere più intensa o più autentica la stanchezza del mio personaggio, ma, a dire il vero, ero sul set ogni giorno e facevo davvero, davvero fatica ad arrivare a fine giornata. Non sono riuscita a superare il peso fisico e mentale che questa malattia ha avuto su di me fino al settimo episodio", ha raccontato l'attrice in un'intervista all'Hollywood Reporter. "È la dimostrazione di quanto queste malattie autoimmuni possano avere un impatto profondo, e non credo che le persone si rendano conto fino in fondo di quanto possano essere debilitanti".
le cause del Morbo di Graves
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Nel morbo di Graves il sistema immunitario interferisce con il normale funzionamento della tiroide, la ghiandola situata nella parte anteriore del collo. La malattia porta alla produzione di anticorpi, tra cui le immunoglobuline stimolanti la tiroide (TSI), che agiscono in maniera simile all'ormone tireostimolante (TSH) e inducono la ghiandola a produrre una quantità eccessiva di ormoni tiroidei.
La causa precisa della malattia non è nota, ma si ritiene che possano giocare un ruolo la predisposizione genetica e i fattori ambientali come stress, infezioni e gravidanza. La probabilità di svilupparla è maggiore in presenza di familiarità e nelle persone che soffrono di altre patologie autoimmuni, tra cui il diabete di tipo 1 e l'artrite reumatoide. Anche il fumo aumenta il rischio e può aggravare le manifestazioni agli occhi. La malattia può interessare chiunque, ma è più frequente nelle donne e nelle persone con più di 30 anni.
sintomi del morbo di Graves
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Poiché gli ormoni tiroidei regolano numerosissime funzioni fisiologiche, le manifestazioni del morbo di Graves possono coinvolgere diverse parti dell'organismo. Tra i sintomi più comuni ci sono:
- Stanchezza e disturbi del sonno
- Battito cardiaco accelerato o irregolare, con possibili palpitazioni
- Perdita di peso nonostante un aumento dell'appetito
- Intolleranza al caldo, maggiore sudorazione e pelle calda e umida
- Nervosismo e irritabilità
- Tremore lieve delle mani o delle dita
- Evacuazioni più frequenti
- Ingrossamento della tiroide, o gozzo
- Alterazioni del ciclo mestruale
- Riduzione del desiderio sessuale e, negli uomini, difficoltà a ottenere o mantenere l'erezione
Una delle manifestazioni più caratteristiche è la malattia oculare tiroidea, chiamata anche oftalmopatia di Graves, che interessa circa il 25% delle persone affette dalla patologia. Può provocare la protrusione dei bulbi oculari, sensazione di sabbia negli occhi, dolore o pressione, gonfiore o retrazione delle palpebre, arrossamento e infiammazione, fotosensibilità, vista offuscata o doppia e, nei casi più gravi, anche perdita della vista. Più rara è invece la dermopatia di Graves, caratterizzata da ispessimento e alterazione del colore della pelle, soprattutto nella zona degli stinchi o sul dorso dei piede, che assume un aspetto a buccia d'arancia.
Diagnosi e cura
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Per una diagnosi di morbo di Graves sono necessari esami del sangue per valutare i livelli degli ormoni tiroidei e del TSH e per ricercare gli anticorpi associati alla malattia. In genere si riscontrano livelli elevati di T3 e T4 e una riduzione del TSH. In alcuni casi, il medico può voler approfondire attraverso la valutazione della captazione dello iodio radioattivo da parte della tiroide.
Il trattamento serve principalmente a ridurre l'eccessiva produzione di ormoni tiroidei e controllare i sintomi. Per questo si utilizzano farmaci come il metimazolo e i beta-bloccanti, ma anche radioiodio e chirurgia. La terapia con radioiodio prevede invece la somministrazione orale di iodio-131, che viene assorbito dalla tiroide e ne distrugge progressivamente una parte nell'arco di settimane o mesi. L'eventuale ipotiroidismo conseguente viene trattato con ormoni tiroidei sintetici.









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