Lunedì chiude il mercato e dopo la lite con Greenwood il tecnico e il presidente invitano il giocatore (sempre fuori rosa) a un passo indietro, soprattutto per le affermazioni pesanti del suo entourage. Per ora, però, la situazione non cambia
Alessandro Grandesso
29 agosto - 16:33 - PARIGI
Tra Rabiot e Marsiglia c'è sempre stallo. Magari ci sono segnali di apertura da parte dei dirigenti e dell'allenatore De Zerbi che però attende ancora un passo ulteriore del giocatore. Ossia delle scuse, pubbliche o private che siano, per ripartire da zero. Anzi, dalla terza giornata alle porte, con la sfida di domenica a Lione. Lunedì invece chiude il calciomercato e va trovata una soluzione per il centrocampista che continua a rimanere fuori rosa e ad allenarsi a parte.
CONSIGLI
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Oggi, in conferenza stampa di pre-vigilia di Lione-Marsiglia, De Zerbi è tornato sul tema: "A Rabiot ho consigliato di andare dal club e chiedere scusa, non per il gesto che ha fatto a Rennes, perché ormai era rientrato, ma per le parole del suo entourage che sono state forti, scorrette nei confronti del presidente, del ds, e di un compagno di squadra (Greenwood, ndr). Gli ho solo dato questo consiglio. Mai mi sono sognato di consigliargli di cambiare agente. Non ci ho mai pensato e non è un problema mio l'entourage di Rabiot. Io devo solo fare affidamento al rapporto con Adrien, non con tutto il suo entourage. Gli ho dato questo consiglio che lui non ha ancora ritenuto giusto di seguire. Rabiot ormai se la vede la società se avrà voglia di andare a parlare con la società, ma non mi riguarda più".
PASSI
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Poi, De Zerbi ha proseguito: "La situazione è andata degenerando, non per colpa nostra, ma credo anche che se si ha la voglia di fare un passo indietro, con umiltà, come gli ho suggerito, le cose si possono ricomporre. Se poi uno si fa prendere dall'orgoglio o da altre cose, allora non lo so. Non ho parlato con lui. Io faccio l'allenatore, non devo essere né simpatico né antipatico. Né amico, né nemico. Devo essere giusto in tutte le situazioni e anche in questa. La squadra soffre nel momento in cui ognuno fa quello che vuole. Quindi la decisione della società è stata quella di far rispettare le regole. Da parte nostra non sono state dette parole troppo pesanti. Già una settimana fa avevo parlato di decisione temporanea, che Rabiot avrebbe pagato quello che doveva pagare. La situazione era recuperabile. Voglio fare l'allenatore, ma dentro lo spogliatoio devo avere voce in capitolo". Ieri, intanto, a margine dei sorteggi di Champions League, il presidente Longoria ha ricordato che la porta del suo ufficio "è sempre aperta per tutti e anche per Adrien, per parlare tra adulti, con rispetto". Per ora l'entourage del giocatore non fa commenti, lasciando però intendere che non ci sono novità sulla situazione creatasi.
