Dai primi esiti degli accertamenti
in corso, anche in Uruguay e in Spagna, dell'istruttoria
supplementare sul caso della grazia a Nicole Minetti non sono
arrivati, al momento, in Procura generale a Milano, attraverso
l'Interpol, elementi significativi per ribaltare il quadro con
un parere negativo, dopo quello positivo nel procedimento
sull'atto di clemenza concesso a febbraio. Le verifiche, però,
stanno proseguendo e i magistrati milanesi attendono ancora
degli approfondimenti per i prossimi giorni.
Se fosse venuto a galla subito un dato che poteva portare a
ribaltare il parere, la Procura generale, diretta da Francesca
Nanni e col sostituto pg Gaetano Brusa, lo avrebbe
immediatamente trasmesso al ministero della Giustizia. Allo
stato, dalle prime risposte avute questo non è avvenuto, ma
viene ribadito che gli accertamenti non sono conclusi. Nei
giorni scorsi si era saputo che da una prima informativa
dell'Interpol non era emerso alcun precedente penale, né
denunce, né indagini in corso per favoreggiamento della
prostituzione in Uruguay e in Spagna su Nicole Minetti e il suo
compagno. La procuratrice generale Francesca Nanni e il
sostituto pg Gaetano Brusa, ad ogni modo, quando avranno un
quadro completo si esprimeranno e se dovesse emergere qualche
elemento "ostativo" potrebbero rivedere il loro parere sulla
grazia ottenuta da Minetti, l'ex consigliera lombarda che doveva
espiare in affidamento ai servizi sociali 3 anni e 11 mesi per
favoreggiamento della prostituzione nel caso Ruby bis e peculato
per la vicende delle "spese allegre" al Pirellone. Le verifiche
all'estero, per cui è stata delegata l'Interpol, riguardano la
regolarità della procedura di adozione da parte di Minetti e del
compagno Giuseppe Cipriani, del bimbo, malato e curato a Boston,
negli Stati Uniti. Punto fondamentale, inoltre, è accertare che
Minetti abbia davvero preso le distanze dalla vita precedente,
con una "seria volontà di riscatto sociale". Quando in Procura
generale avranno un quadro preciso, si saprà se il parere, che
dovrà essere inviato al ministero della Giustizia con
destinazione finale il Colle, sarà una conferma di quello già
dato in precedenza o una modifica.
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2 ore fa
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