Quattro ore di incontro, al tavolo anche Almstadt e Gardiner: Antonio Silva e Hjulmand tra gli obiettivi, oltre alla conferma dei big
Per un giorno è stata Lisbona la capitale del mercato rossonero. Il Milan ha appena aggiunto al gruppo il portoghese Gonçalo Ramos, ma la ragione non è questa: l’attaccante è dall’altra parte dell’oceano, impegnato con la nazionale; Lisbona è stata la base scelta per una riunione operativa che ha coinvolto Gerry Cardinale, Rubern Amorim, nuovo allenatore del club, ma anche Hendrik Almstadt, direttore del player trading, in sostanza direttore delle operazioni di mercato, e Bobby Gardiner, direttore della Football Intelligence, l’uomo che ha in mano analisi e algoritmi. Ramos c’entra in qualche modo, perché a riunirsi sono stati i quattro manager che hanno scelto di puntare sul centravanti del Psg, con Cardinale un passo avanti agli altri in quanto proprietario e artefice del grande investimento. I quattro si sono ritrovati in un lungo meeting portoghese, durato almeno quattro ore.
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Un incontro per proseguire i confronti e la valutazione sul gruppo, certamente produttivo. Amorim vuole verificare le risorse a disposizione prima di chiamare altri rinforzi: a giudicare dall’esterno è ipotizzabile l’innesto di un nuovo difensore e un centrocampista (date anche per scontate le cessioni di Fofana e Loftus-Cheek), magari un jolly offensivo da utilizzare alle spalle di Ramos. L’allenatore arriverà in Italia il 6 luglio per prendere contatto con la nuova realtà, mentre esattamente una settimana dopo potrà prendere le misure alla squadra che inizierà gli allenamenti a Milanello. Intanto lo studio del gruppo è fatto attraverso l’analisi della scorsa stagione i dati a disposizione del management. Lo stesso si è fatto in proiezione di quello che potrà essere, cioè la valutazione degli obiettivi di mercato con relativi giudizi tecnici e numerici.
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Il vertice ha detto anche altro: la presenza sempre puntuale di Cardinale, che come aveva annunciato segue in prima persona ogni sviluppo delle trattative e, più in generale, della vita del club. Il fatto di aver scelto Lisbona certifica la centralità di Amorim, scelto tra tanti candidati: riferimento tecnico che lo stesso proprietario vuole coinvolgere nelle scelte e di cui proverà a esaudire ogni richiesta. Tutto però avviene in riunioni di gruppo, in cui è chiamata anche la dirigenza: un team di lavoro che si confronta prima di ogni decisione e arriva a un esito finale di comune accordo. Cardinale e Amorim concordano anche sul fatto che la squadra necessiti di pochi cambiamenti per essere di nuovo competitiva. Nessuno stravolgimento, niente rivoluzioni. Il Milan ha una base solida rappresentata dai suoi interpreti più forti: Maignan, Pavlovic, Rabiot, Pulisic, ora Ramos, tutti giocatori che il club è fortemente intenzionato a tenere. Saranno i riferimenti del nuovo corso. Alla rosa saranno aggregati i giovani più interessanti del vivaio e sarà ulteriormente arricchita da altri due-tre acquisti di spessore.
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Il club, lo ha dimostrato il solito Ramos, agisce con la massima riservatezza. I nomi dei possibili rinforzi restano sottotraccia, si tratta al momento di indiscrezioni. Per la difesa c’è il nome di Antonio Silva, altro portoghese, centrale che il Benfica può vendere per 20 milioni. Cresciuto a Lisbona, a 22 anni vanta già 181 presenze e 10 gol in prima squadra: è nel giro della nazionale, ma non tra i convocati di Martinez al Mondiale. In mezzo è noto il gradimento di Amorim per Morten Hjulmand, 27 anni, danese ex Lecce in forza allo Sporting Lisbona, su cui c’è la concorrenza spagnolo dell’Atletico Madrid. Con Ramos, le altre pretendenti in corsa, sono state bruciate sullo scatto. Altro candidato, suggerito dalla regia di Jorge Mendes, è Marc Casadò, centrocampista in uscita dal Barça: 22 anni, prodotto del vivaio Barça, 75 partite, un gol.








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