Carburanti, lo sconto di 17 centesimi sul gasolio prorogato al 25 agosto

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Il governo proroga fino al 25 agosto il taglio di 17 centesimi al litro delle imposte sul gasolio, in vigore dal 28 luglio. L'attuale sconto scade il 6 agosto, e il Consiglio dei ministri ha deciso nel pomeriggio di allungarlo di 19 giorni, per coprire almeno l'esodo estivo. I fondi necessari, circa 245 milioni, saranno trovati non solo le accise mobili, ovvero con la riduzione della tassa sui carburanti (le accise) finanziata con l'aumento dell'Iva sui carburanti stessi, ma anche con alcuni tagli alle spese dei ministeri.

La premier Giorgia Meloni si è incontrata prima della riunione del governo con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini e con il ministro all'Economia, Giancarlo Giorgetti, proprio per discutere della proroga del taglio delle imposte (14 centesimi di accise e 3 centesimi di Iva sui carburanti). Politicamente era troppo pericoloso far scadere lo sconto proprio all'inizio dell'esodo agostano, col rischio di proteste feroci da parte di cittadini e associazioni di consumatori. Ma il governo da marzo ha già speso oltre 2 miliardi di euro per calmierare i prezzi dei carburanti, rastrellando i soldi da tutte le parti: aumenti dell'Iva sui carburanti, multe dell'Antitrust alle compagnie energetiche, Fondo per lo sviluppo economico e altro. Il barile è stato raschiato fino in fondo, e con il debito stellare dell'Italia, non ci sono margini per trovare altri soldi nelle pieghe del bilancio. Tuttavia, il governo ha scovato lo stesso i fondi, ricorrendo alle cosiddette accise mobili e a tagli ad alcuni ministeri ("non erano molto contenti", ha commentato Giorgetti). Una misura inventata dal governo Prodi nel 2008 e poi riformata da Meloni nel 2023.

In pratica, il taglio delle accise viene finanziato con l'aumento dell'Iva sui carburanti stessi, dovuta all'aumento del loro prezzo. Non è un taglio immediato, perché bisogna aspettare di sapere quanta Iva si è incassata il mese precedente. E non è neppure un taglio cospicuo. Tuttavia, l'accisa mobile è una misura che si autoalimenta, e non va a toccare il bilancio dello stato (anche se fa mancare un bell'introito fiscale). Oggi nel pomeriggio il vicepremier Matteo Salvini aveva smentito l'ipotesi circolata di finanziare il taglio sulle accise con nuove tasse su sigarette o alcolici: "Abbassare di 20 centesimi il gasolio per tassare le sigarette e gli alcolici non mi sembra che vada da nessuna parte - ha detto -. Ti do con la mano destra e ti prendo con la mano sinistra".

Resta da vedere quale effetto concreto avrà questa proroga del taglio decisa oggi. Lo sconto di 17 centesimi al litro del 28 luglio ha avuto scarsi effetti alla pompa. Il diesel oggi era a 2,097 euro al litro sulle strade ordinarie, la benzina a 1,999 euro. L'aumento dei prezzi di petrolio e raffinati, dovuto al riaccendersi del conflitto fra Usa e Iran, si è mangiato quasi tutta la riduzione. Alla fine, calcolava il Codacons, lo sconto effettivo si è ridotto a poco più di 8 centesimi, e solo sul gasolio. Le opposizioni e le associazioni di consumatori da giorni sparano a zero sui calmiere deciso dal governo e prorogato oggi, bollandolo come insufficiente. D'altronde, i soldi per abbassare i prezzi non ci sono, e la guerra fra Usa e Iran non accenna a fermarsi. Ma l'esecutivo non poteva neppure non fare nulla, con gli italiani in partenza per le ferie estive (la maggior parte in auto) e il rischio di vedere aumentare ancora i prodotti nei supermarket per l'aumento dei costi di trasporto. Per Francesco Boccia del Pd, "l'esecutivo vive alla giornata, rincorre le scadenze senza affrontare le cause strutturali della crisi. Si limita a prorogare provvedimenti temporanei che non incidono realmente sul costo dei carburanti e non danno alcuna certezza a famiglie e imprese". "Sul caro carburanti il Governo reitera l'errore di dieci giorni fa - commenta Chiara Appendino del Movimento Cinquestelle - Sconto solo sul gasolio e zero risposte per milioni di cittadini che guidano auto a benzina e che per questa maggioranza, semplicemente, non esistono. Nei fatti, oggi arriva la fotocopia di un decreto già fallito".

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