Il diritto di revisione presentato dal team francese è stato giudicato ricevibile. La Fom, che gestisce il sistema di cronometraggio, ha ammesso che la distanza utilizzata per calcolare la velocità era errata. Ora la Fia deve giudicare l'eventuale riscrittura dell'ordine d'arrivo
Non è mai finita: Pierre Gasly può ancora puntare al podio del GP di Monaco. A una manciata di giorni dalla bandiera a scacchi, però. È l’effetto dell’insistenza (e della tigna) di Alpine, che ha continuato a bussare alla porta della Fia. E batti e ribatti, si è trovato il modo di aprirla. Perché il diritto di revisione presentato dal team francese è stato infatti giudicato ricevibile. Tradotto: i commissari hanno riconosciuto l’esistenza di “un elemento nuovo, significativo e rilevante”, non disponibile al momento della decisione presa domenica nel Principato. Il caso è quello delle due penalità da cinque secondi inflitte a Gasly per eccesso di velocità in pit lane. Due sanzioni molto pesanti, perché il francese aveva tagliato il traguardo in terza posizione, prima di scivolare al settimo posto nella classifica finale. Il podio, quello vero, quello di Monaco, se l’era però preso Isack Hadjar. Adesso invece tutto può cambiare. E ovviamente Gasly attende.
cronometraggio
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Il punto è forte. Anzi, clamoroso: Formula One Management, responsabile del sistema di cronometraggio, ha ammesso che la distanza utilizzata per calcolare la velocità della Alpine numero 10 era errata. E dunque la velocità di Gasly sarebbe stata sovrastimata. Non di tanto, ok, almeno nei numeri contestati: si parlava di infrazioni minime, 0,1 e 0,4 km/h oltre il limite. Ma abbastanza per cambiare una gara e una domenica (almeno quella di Gasly). Subito dopo la corsa, il francese era apparso molto contrariato. Non era stato facile: “Ho lasciato Monaco con un misto di emozioni contrastanti dopo quanto accaduto in gara. È una situazione difficile da digerire, mi chiederò sempre cosa sarebbe potuto succedere”. Alpine sosteneva che il pilota avesse affrontato l’ingresso box con estrema prudenza, dopo essere stato avvisato via radio dagli ingegneri. La telemetria interna mostrava il limitatore inserito prima della linea bianca. Ma in quel momento aveva pesato di più il dato ufficiale. Adesso proprio quel dato ufficiale è diventato il problema.
gli altri penalizzati
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La vicenda apre anche un’altra domanda, anche più grande del podio di Gasly. A Monaco, infatti, non era stato penalizzato solo lui: sei piloti erano finiti sotto investigazione o sanzione per la velocità in pit lane, un numero già insolito. Tanto che gli stessi commissari, dopo la terza infrazione, avevano chiesto alla direzione gara se ci fossero problemi con il sistema. La risposta era stata rassicurante. Poi, pochi giorni dopo (i dati sono arrivati mercoledì 11 giugno), è arrivata la correzione della Fom. Alpine ha anche sostenuto che Fia e Fom fossero a conoscenza del problema prima della gara, ma l’accusa è stata respinta dalle parti interessate. Ora la Fia dovrà entrare nel merito e decidere se cancellare le sanzioni. In quel caso il francese tornerebbe terzo, recuperando il podio di Monaco e punti mondiali, mentre Hadjar perderebbe la festa, il trofeo e tre punti. Capita. A Barcellona, intanto, il Circus è già andato avanti. Monaco invece resta sospesa.









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