Via libera al Cbd come novel food, ma solo a precise condizioni
Daniele Particelli
1 aprile - 17:24 - MILANO
Il cannabidiolo (Cbd) può essere considerato un nuovo alimento nell'Unione europea, ma solo a determinate condizioni. A stabilirlo è stata la Commissione europea, che ha riconosciuto la possibilità di qualificare il Cbd come "novel food" purché rispetti la normativa Ue sui nuovi alimenti. Di fronte a questa decisione, il compito di fissare i paletti di sicurezza è stato affidato all'Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), che ha prontamente pubblicato un aggiornamento con un livello provvisorio di assunzione sicura per gli adulti.
Cbd, il limite provvisorio di sicurezza
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Il gruppo di esperti Nda (Nutrizione, nuovi alimenti e allergeni alimentari) dell'Efsa ha stabilito un livello provvisorio di assunzione sicura pari a 0,0275 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo al giorno, circa 2 milligrammi al giorno per un adulto di 70 chilogrammi di peso. Si tratta di una soglia cautelativa, introdotta perché i dati scientifici ad oggi disponibili presentano ancora delle lacune significative.
Il limite potrà essere rivisto quando verranno forniti nuovi dati tossicologici e clinici, sia dai richiedenti l'autorizzazione sia dalla letteratura scientifica futura. Fino a quel momento, con l'obiettivo di compensare le incertezze legate agli studi attualmente disponibili, gli esperti dell'Efsa hanno deciso di applicare un fattore di sicurezza aggiuntivo, ma non per tutti i prodotti in commercio.
A quali prodotti si applica?
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La soglia fissata dall’Efsa riguarda esclusivamente gli integratori alimentari contenenti Cbd con purezza di almeno il 98%, privi di nanoparticelle e ottenuti tramite processi produttivi che escludano la genotossicità. Sono esclusi, quindi, tutti gli alimenti, le bevande e le formulazioni con residui non conformi.
Gli esperti hanno messo nero su bianco che per alcune categorie di persone, dai minori di 25 anni alle donne in gravidanza o in allattamento, la sicurezza del CBD come alimento non può essere stabilita sulla base dei dati attuali. Con l'occasione l'Efsa ha ribadito anche le criticità già evidenziate nel 2022, in particolare per quanto riguarda i possibili effetti sul fegato e sui sistemi endocrino, nervoso e riproduttivo.
Che cosa cambierà in concreto?
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Questo aggiornamento, sottolineano gli esperti, rappresenta un passaggio importante in un mercato in forte espansione, dove il Cbd è già presente in numerosi prodotti di largo consumo. "Il Cbd è oggi ingrediente di numerosi prodotti consumer liberamente disponibili sul mercato europeo, circostanza che rende ancora più centrale una valutazione indipendente e approfondita del suo profilo di sicurezza", ha spiegato all'Adnkronos Salute Marco Pistis, membro del Consiglio direttivo della Società italiana di farmacologia (Sif) e docente all'università degli Studi di Cagliari, pronto a precisare come tale aggiornamento riguardi "l'impiego del Cbd come novel food e non il Cbd utilizzato come farmaco, il cui valore terapeutico è documentato e riconosciuto, in particolare nel trattamento di alcune epilessie rare e farmacoresistenti".









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