Compatti contro la legge elettorale della maggioranza ma in ordine sparso sulla patrimoniale. Il centrosinistra è alla ricerca di un percorso programmatico condiviso in vista della campagna elettorale per le elezioni politiche.
Al netto della questione della leadership (addolcita al momento dalla parola d'ordine 'prima il programma' e poi il resto) sono alcuni cavalli di battaglia a mettere in tensione il cosiddetto Campo largo. A cominciare dalla questione della 'patrimoniale' su cui la segreteria dem Elly Schlein ha tirato il freno a mano facendo scattare la reazione della sinistra.
Proprio Nicola Fratoianni, parlando all'assemblea di European Left Alliance, a Milano, ha rilanciato il tema della diseguaglianza sociale che cresce nel Paese: 'è inaccettabile non discutere di una tassa per i super ricchi', ha ribadito poi in una intervista a La Stampa chiedendo di 'intervenire per correggere una distribuzione della ricchezza indecentemente ineguale'.
'Siamo pronti a discutere gli strumenti da usare per farlo.
Quello che troviamo del tutto inaccettabile e irragionevole è che qualcuno dica che di questo non si possa parlare". Il leader di sinistra italiana punta l'indice verso la segretaria dem e l'ex premier Giuseppe Conte, anche quest'ultimo sostanzialmente contrario a questa opzione. 'Quando il leader di una delle tre forze principali dell'opposizione, dice una cosa io la prendo in considerazione. E mi aspetto, naturalmente, che Giuseppe Conte prenda a sua volta in considerazione le proposte che Avs avanza", si spiega Fratoianni che se la prende anche con Matteo Renzi che parla di slogan oltre i quali andrebbe trovato un equilibrio.
Un tema che in qualche modo crea qualche imbarazzo anche tra i 5 stelle con Chiara Appendino che, per esempio, parla di una 'millionaire tax' spiegandola in questi termini: "Si parla di patrimoniale a vanvera, è una mistificazione per inquinare il dibattito su una misura giusta: siamo alla lotta di classe al contrario, cioè il sistema che blinda i super paperoni perchè è terrorizzato. Se in Italia il 60% della ricchezza è concentrata nelle mani del 10% della popolazione, come si fa ad opporsi a un contributo da parte di chi ha milioni di euro, magari come tassa di scopo per abbattere le liste d'attesa della sanità?'. Un punto di vista che però i vertici pentastellati rigettano definendola una posizione 'personale' dell'ex sindaca di Torino.
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