Dopo il ritiro di Arnaldi, Cobolli è sceso in campo sullo Chatrier per un'ora di allenamento. In tribuna l'amico Bove
Pellegrino Dell'Anno
5 giugno - 22:19 - MILANO
"Ora mi andrò ad allenare, per tenermi in ritmo in vista della finale", aveva detto Flavio Cobolli dopo aver raggiunto la prima finale Slam della carriera a causa del forfait di Matteo Arnaldi. Un virus, un problema intestinale, ha obbligato il ligure a non giocare quella che sarebbe stata la prima semifinale tutta italiana nella storia degli Slam. Una grande delusione, che ha lasciato amarezza anche in Flavio. Che, con grande professionalità, dopo aver elogiato Arnaldi ("sei stato un'ispirazione in queste due settimane") consapevole di aver bisogno di un po' di palleggio per non perdere il ritmo in vista della finale con Zverev, scende sul Philippe Chatrier per farsi un'oretta sul campo. Davanti a tanti tifosi, molti italiani, che vogliono comunque godersi colui che da lunedì sarà n.10 del mondo.
festa
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In un certo qual modo, il suo, Cobolli comunque festeggia il risultato più importante della carriera. Sorridendo e giocando a tennis, tra gli applausi del pubblico e gli sguardi pieni di orgoglio del proprio team. A tal punto da palleggiare allegramente anche con un tifoso, che, alla pari dell'azzurro, difficilmente dimenticherà questo giorno. In tribuna c'è anche il grande amico di Flavio Edoardo Bove, calciatore, con cui aveva condiviso la presenza nelle giovanili della Roma. Cobolli proseguirà la serata andando a cena nel solito ristorante di queste due settimane, con i suoi amici, celebrando un grande traguardo senza interrompere la propria routine. Così da arrivare nelle migliori condizioni possibili alla finale, domenica alle 15, contro Zverev ("non so se non aver giocato oggi mi aiuterà, ve lo dirò dopo la partita"). Con nella testa l'immagine di un tifoso che urla "Flavio!" sventolando la bandiera italiana sulle tribune dello Chatrier, facendosi sentire nel silenzio. Il miglior modo, con un pensiero alla sfortuna di Arnaldi, di approcciare alla partita più importante della carriera per Cobolli.








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