Campionesse oltre i 2 metri e storie drammatiche: Semionova, Griner, Dydek e... le più alte di sempre

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 Brittney Griner #15 of Team United States looks to pass the ball as Maki Takada #8 of Team Japan defends during the first half of the Women's Basketball final game on day sixteen of the 2020 Tokyo Olympic games at Saitama Super Arena on August 08, 2021 in Saitama, Japan. (Photo by Kevin C. Cox/Getty Images)
Giulia Arturi

Giornalista

9 gennaio 2026 (modifica alle 22:50) - MILANO

La gigantesca Uljana, scomparsa ieri, non è la sola torre del basket femminile. Sopra i due metri, ci sono storie e carriere importanti, dalla Russia, agli Stati Uniti, dalla Cina alla Bosnia

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Malgorzata “Margo” Dydek 
​218 cm

Una campionessa vissuta troppo poco e dal destino particolarmente triste. Margo Dydek è stata una cestista polacca, scelta dalle Utah Starzz alla numero 1 nel secondo draft della storia della Wnba, nel 1998. Alta già 1.80 a 12 anni, il basket era il suo destino. Nel 1992 iniziò a giocare in Europa e nonostante la carriera professionistica già avviata in Europa, gli scout ci misero un po' ad accorgersi di lei e arrivò negli Stati Uniti a 23 anni. Dopo sette stagioni con le Utah Starzz (poi diventate San Antonio) fu ceduta alle Connecticut Sun nel 2005, dove rimase per tre stagioni. Successivamente, dopo il ritiro dall’attività a tempo pieno, tornò brevemente in campo disputando due partite con le Los Angeles Sparks nel 2008. E come molte atlete continuò a giocare in Europa, all'Arka Gdynia, durante l'inverno. Fu la migliore stoppatrice della lega per 9 stagioni, e in carriera vanta 877 stoppate in 323 partite giocate, ancora la migliore per numero totale. Il suo primato di stoppate in una singola stagione (114) rimase imbattuto per 16 anni, fino a quando Brittney Griner respinse 129 tiri nel 2014. Parlava cinque lingue, ed era amata da tutti, in ogni città in cui giocava aveva amici e amiche, veniva affettuosamente soprannominata "Large Marge". A fine carriera si trasferì in Australia con il marito, dove iniziò ad allenare. Il 27 maggio 2011, incinta del terzo figlio, ebbe un infarto e morì dopo otto giorni di coma, perdendo il bambino. 

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