Camarda, Zeroli, Comotto e gli altri giovani Milan: restano o partono? Anche loro sono nel limbo

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Fra le varie cose da valutare, ci sarà da capire il percorso migliore per i ragazzi che rientrano e quelli che reclamano spazio: al momento è tutto in alto mare

Marco Pasotto

Giornalista

13 giugno - 16:01 - MILANO

Modric e Rabiot, è ovvio. Maignan e Leao, ma certo. Poi, però, c'è anche tutto il resto del Milan agganciato con la mano allo sperone di una roccia avvolta dalla nebbia: non sai cosa troverai sopra, né che cosa c'è sotto. Il Milan che si resetta e attende di ripartire vive sotto un cielo di punti interrogativi. I dieci che sono al Mondiale tanto quanto possono anche permettersi di rimandare le riflessioni a quando saranno di ritorno dal torneo. Ma tutti gli altri vivono giornate agitate dall'immobilismo - l'ossimoro ha una certa efficacia - del club. Nessuno, al netto ovviamente dei contratti in essere, può dirsi certo del proprio futuro perché nessuno ha un interlocutore della società con cui confrontarsi.

rientri

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Vale per i big così come per i ragazzi più giovani. Per quest'ultimi paradossalmente la situazione è ancora più delicata perché quando non si hanno ancora vent'anni è essenziale prendere le decisioni giuste e scegliere il percorso migliore. Diciamo che la presenza di Rangnick avrebbe potuto rappresentare una garanzia in questo senso: il tedesco, nume tutelare del modello Red Bull, ha sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti dei giovani talenti. Ma ora che Rangnick ha esaurito la pazienza nei confronti del Diavolo e gli ha detto no, il ragionamento non è più valido. Per la maggior parte, comunque, si tratta di giocatori di rientro dai prestiti. A partire da Camarda, che a Lecce ha terminato un'esperienza sicuramente formativa, per quanto appesantita dall'infortunio alla spalla pagato con una lunga assenza. Francesco peraltro, pur essendo ancora molto giovane (18 anni compiuti a marzo), non è più la semplice e suggestiva "baby sorpresa" di belle speranze di cui tessere le lodi: è un professionista maggiorenne che va accompagnato lungo il cammino migliore. Il problema è capire a monte se dalla proprietà, a prescindere da chi siederà in panchina, arriverà l'input di valorizzare i propri giovani o se prevarrà la necessità di formare una rosa con un'esperienza adeguata per raggiungere quel quarto posto sfumato nelle ultime due stagioni. E poi, ovviamente, ci saranno pure i "gusti personali" del futuro allenatore.

il futuro... di milan futuro

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Farà rientro alla base anche Kevin Zeroli: prima parte a Monza con appena cinque presenze, seconda un po’ meglio nella Juve Stabia. Restando a centrocampo, potrebbe avere più possibilità di permanenza Christian Comotto, reduce da un'esperienza positiva in termini personali allo Spezia. E poi c'è anche Lorenzo Torriani, che la scorsa estate fui inserito ufficialmente nella rosa della prima squadra ma che in realtà lungo la stagione è stato impiegato per lo più con Milan Futuro. Sarà inserito stabilmente coi "grandi" o verrà ceduto in prestito? La seconda squadra, a seconda della piega che prenderà il progetto (manca l'allenatore anche lì), sarà una situazione che potrà influire nelle riflessioni. Per esempio Andrej Kostic, acquistato a marzo, in teoria dovrebbe essere destinato lì. Al momento, però, individuare scenari realistici è praticamente impossibile: mancano gli elementi anche solo per provarci.

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