Il successo finale è andato alla
Germania, rappresentata dall'Istituto Vincenzo Pacifici, ma a
vincere sono stati tutti: i ragazzi dei 12 istituti selezionati
scesi in campo, tutte le ambasciate partecipanti, lo sport,
l'amicizia tra popoli e culture diverse. Si è concluso in un
clima di entusiasmo, tra bandiere e sorrisi, partite combattute
e momenti di incontro, condivisione e fair play, il "Torneo
delle Nazioni", il progetto didattico-sportivo promosso dalle
ambasciate di Canada, Messico e Stati Uniti in Italia insieme al
Csi Centro Sportivo Italiano di Roma e alla Fondazione Giovanni
Paolo II per lo Sport, con il patrocinio del Ministero degli
Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, nato per
accompagnare i giovani verso la Coppa del Mondo 2026 attraverso
i valori dello sport e del dialogo internazionale. «Mi
congratulo con il Centro Sportivo Italiano di Roma e con tutte
le squadre partecipanti per il successo del Torneo delle Nazioni
- le parole di S. E. Elissa Golberg, ambasciatrice del Canada in
Italia - Questa iniziativa dimostra come lo sport possa unire
persone e comunità diverse, promuovendo inclusione, rispetto e
collaborazione. In vista dei Mondiali FIFA 2026, che il Canada
co-organizzerà con Messico e Stati Uniti, eventi come questo
evidenziano il potere del calcio nel rafforzare i legami tra
Paesi e ispirare le giovani generazioni.»
Per una settimana il torneo ha trasformato i campi di gioco in
un'autentica festa internazionale dello sport giovanile,
coinvolgendo 144 studenti e studentesse delle scuole secondarie
di primo grado in un'esperienza capace di promuovere
partecipazione, fair play e scoperta reciproca. Il "Torneo delle
Nazioni" ha saputo creare un clima di amicizia e partecipazione
in cui il calcio è diventato linguaggio universale capace di
unire e costruire legami. «Iniziative come il "Torneo delle
Nazioni", nell'ambito della Coppa del Mondo Fifa 2026,
rappresentano molto più di una competizione sportiva: sono spazi
di incontro, amicizia e conoscenza tra giovani di culture
diverse. Come ha affermato la Presidenta del Messico, Claudia
Sheinbaum, "è questo ciò che vogliamo: pace e amicizia tra i
popoli e le nazioni". Il Messico è profondamente orgoglioso di
ospitare per la terza volta il Mondiale, insieme a Canada e
Stati Uniti. Sarà un'opportunità straordinaria per mostrare al
mondo la ricchezza culturale, umana e sociale del nostro Paese:
un Messico bello, diverso e accogliente che milioni di persone
avranno l'opportunità di conoscere durante questo grande evento
internazionale», ha dichiarato l'ambasciatore del Messico in
Italia, Genaro Lozano.
Le 12 squadre partecipanti, abbinate alle nazionali
rappresentate dalle ambasciate aderenti, si sono affrontate in
30 gare di calcio a 5 indossando i colori dei paesi
rappresentati, regalando ai ragazzi la possibilità di sentirsi
protagonisti di un piccolo Mondiale vissuto all'insegna dello
sport e della scoperta culturale. Un'esperienza resa ancora più
significativa dalle visite alle ambasciate e dagli incontri
istituzionali che hanno permesso agli studenti di conoscere
tradizioni, storia e identità dei paesi impegnati nel progetto,
sperimentando concretamente i valori del rispetto, della
collaborazione e della cittadinanza globale. «Il calcio è un
ottimo modo per unire le persone - ha commentato S. E. Tilman
Fertitta, ambasciatore degli Stati Uniti in Italia e San Marino
-. Programmi come il Torneo delle Nazioni offrono ai giovani
l'opportunità di stringere nuove amicizie, imparare gli uni
dagli altri e apprezzare i valori dello sport e del lavoro di
squadra. In vista della Coppa del Mondo FIFA 2026, che sarà
ospitata da Stati Uniti, Messico e Canada, è bello vedere gli
studenti qui in Italia prendere parte all'entusiasmo e allo
spirito di unione che il calcio ispira in tutto il mondo.
Quest'anno l'America celebra il suo 250º anniversario ed eventi
come questo ci ricordano che lo sport può mettere in contatto le
culture, rafforzare le comunità e unire i Paesi nel segno della
collaborazione, del rispetto, e delle opportunità condivise».
Il "Torneo delle Nazioni" si chiude così lasciando nei
ragazzi non soltanto il ricordo delle partite disputate, ma
soprattutto l'esperienza di una settimana vissuta insieme nel
segno dello sport, dell'amicizia e della condivisione. Un
percorso che ha dimostrato ancora una volta come il calcio possa
diventare uno straordinario strumento educativo e culturale,
capace di abbattere distanze, creare rapporti e far sentire i
giovani parte di una stessa grande comunità internazionale unita
dai valori dello sport.
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