Battuto al Tardini dall'Inter capolista, il Parma volta pagina e guarda alla sfida salvezza contro il Lecce in trasferta. I crociati mantengono cinque punti di vantaggio sul Verona terzultimo, la sconfitta con i nerazzurri non fa male in questo senso, ma riapre l'analisi sulla fase offensiva della squadra di Cuesta: contro l'Inter zero tiri in porta e una sola occasione da rete (traversa scheggiata da Ondrejka).
Evanescente lo svedese, al pari di Oristanio: schierati dietro a Pellegrino hanno faticato a trovare spazi e giocate. Il Parma crea poco e segna ancora meno: domenica a Lecce si affrontano i peggiori attacchi del campionato, con 12 reti all'attivo.
Cuesta si aggrappa a Pellegrino, il giocatore che ha segnato in percentuale il maggior numero di gol per la propria squadra in questa stagione di serie A: il 42% (5/12), ai quali vanno aggiunte 3 reti in coppa Italia sulle 5 complessive realizzare dai ducali. L'argentino lotta, fa salire la squadra, è un grande colpitore di testa, ma va servito, possibilmente con cross dal fondo, situazione che non si è mai vista contro l'Inter.
Con una fase difensiva rodata (21 le reti subite, decima miglior retroguardia della A), urgono soluzioni in attacco per una salvezza tranquilla: tra le opzioni si valuta anche il ritorno al 3-5-2 con più libertà per Britschgi e Valeri sulle fasce. Cutrone non segna da fine agosto, Cuesta spera di ritrovare Benedyczak, reduce dall'influenza: senza contare Pellegrino, è l'unico attaccante crociato ad essere andato in gol da settembre ad oggi.
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