serie a noir
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Gennaio 1959, Roma-Alessandria: prima i giocatori si azzuffano tra loro, poi i tifosi invadono il campo e stendono l'arbitro. Cronaca di un pomeriggio di follia
Furio Zara
1 gennaio 2026 (modifica alle 13:02) - MILANO
Botte di inizio anno, altro che botti. Il 1959 è iniziato da quattro giorni, l’Italia è imbiancata dalla neve, nel mondo si guarda con fanciullesca curiosità a Urss 1959, il razzo che l’Unione Sovietica ha lanciato nello spazio e - come scrivono i giornali - “manda strani messaggi alla Terra”. E intanto all’Olimpico di Roma - quella domenica - succede il finimondo. Succede che al quarto d’ora della ripresa di Roma-Alessandria alcuni esagitati saltano il fossato di recinzione che divide il terreno di gioco dagli spalti, fanno irruzione in campo e puntano l’arbitro, con la stessa voracità di uno stormo di gabbiani quando scorge un tozzo di pane. Il motivo? Un paio di sviste arbitrali, due rigori negati alla Roma bastano a innescare la scintilla della rabbia. I tafferugli, però, si verificano prima in campo dopo un contrasto di gioco particolarmente duro tra Losi, cuore giallorosso, e Oldani, il mediano dei grigi. Si scatena un parapiglia generale. Nel mischione Oldani si becca un calcio all’orecchio. Da chi? Da Stucchi, un veterano tra i giallorossi, accorso per difendere il compagno.









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