Button esalta Kimi: "Il suo segreto? Vive la F1 come un calcetto tra amici. Conosco Hamilton e so che..."

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L'ex pilota britannico, campione del Mondo nel 2009: "La F1 è durissima mentalmente, ma Antonelli ha trovato il suo equilibrio e gestisce tutto con molto meno stress rispetto ai rivali"

Giulia Toninelli

Giornalista

28 luglio - 08:50 - MILANO

Di campionati folli, lotte interne e compagni di squadra ingombranti Jenson Button è grande esperto. "Diciamo che ho fatto pratica" ammette il britannico, campione del mondo di F.1 con Brawn GP nel 2009. Abbastanza da dire oggi, da ambassador Aston Martin e commentatore televisivo, chi questo Mondiale può giocarselo davvero. 

Il suo amico ed ex compagno in McLaren, Lewis Hamilton, può vincere l’ottavo titolo? 

"Se c’è un pilota che ci ha abituati a tutto quello è proprio Lewis Hamilton. Mi ha sorpreso molto vederlo in difficoltà nel 2025, perché faticavo a riconoscerlo. L’ho osservato a lungo da vicino, come avversario e per tre anni come compagno di squadra, e so di che cosa è capace. Quest’anno quando l’ho visto iniziare la stagione ho capito che era tornato l’Hamilton che tutti conoscevamo, e penso sia finalmente riuscito a trovare la sua voce all’interno del team. Qualcosa di non facile accanto a Leclerc, che conosce la Ferrari perfettamente e da molti anni". 

Dei due contendenti Mercedes, George Russell e Kimi Antonelli, invece che idea si è fatto quest’anno? 

"Sicuramente Russell dalla sua parte ha l’esperienza, che aiuta a gestire le emozioni di un campionato così lungo, ma dovrà gestire anche una pressione maggiore, data dal fatto che è in F.1 da più tempo e non ha alibi. Un’occasione del genere spesso capita una volta sola nella vita e non si può non sfruttare. Invece Kimi, nonostante l’età, sembra vivere con molto meno stress ciò che gli sta capitando, e me ne sono accorto in prima persona". 

In che modo? 

"Antonelli ha un modo tutto suo di vivere questo sport. È una persona molto emotiva ma allo stesso tempo incredibilmente rilassata. A Monaco alloggiavamo nello stesso hotel: la mattina lo incontravi e ti salutava con la tranquillità di chi sta andando a giocare a calcio con gli amici, non a disputare le qualifiche del GP di Monaco. In F.1 si cresce molto in fretta ed è uno sport mentalmente durissimo, soprattutto quando hai sulle spalle la pressione di lottare per il titolo, ma credo che lui abbia trovato la sua dimensione per far funzionare le cose". 

Un altro pilota che conosce molto bene è Fernando Alonso: a 45 anni lotta contro ragazzi di 18, dove trova la fame? 

"Fernando è sempre stato così, vive per correre. Che sia la F.1, un kart o qualsiasi altra cosa. Il motorsport gli scorre davvero nelle vene: anche a me piacciono le auto e le corse, ma lui è su un altro livello e nutro un enorme rispetto nei suoi confronti per questo. Ha abbracciato la sfida con Aston Martin, che non è partita nel migliore dei modi, ma sono sicuro che con un po’ di pazienza tornerà a lottare dove merita". 

Aston Martin che a Budapest ha fatto un importante passo avanti grazie agli aggiornamenti. Che spirito vede nel team? 

"Da quando sono ambassador ho avuto la fortuna di vedere da vicino il lavoro di questa squadra e penso stiano reagendo bene all’inizio complicato che hanno avuto quest’anno. La cosa fondamentale quando si è in queste situazioni è non reagire in modo eccessivo, perché questo tipo di progetti richiede tempo e la squadra. Loro vogliono arrivare a vincere, e sono sicuro che ci riusciranno".

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