La partnership con Pelpi International ha inaugurato una nuova fase per il costruttore indo-britannico nel nostro paese. Gold Star 650, Scrambler 650 e Bantam 350 sono le protagoniste di un'offensiva commerciale che punta decisamente in alto, ma sono numerose le novità all’orizzonte
Adriano Bestetti
4 luglio - 12:59 - MILANO
Bsa è tornata e punta con decisione a ritagliarsi un suo spazio nel panorama motociclistico internazionale, Italia inclusa. Dopo decenni di assenza, il marchio britannico è resuscitato dalle sue ceneri grazie all’intervento del colosso indiano Mahindra che ormai da qualche anno l’ha riportato anche in Europa. Nel nostro paese, il suo ambizioso piano di rilancio internazionale passa attraverso la collaborazione con Pelpi International, realtà brianzola con una lunga esperienza nel settore delle due ruote che da quest’anno riveste il ruolo di suo distributore. Proprio da questa nuova partnership è nata una giornata tra i due rami del Lago di Como per conoscere più da vicino Bsa e i tre modelli che ne compongono l’attuale gamma italiana: la classica Gold Star 650, l’arrembante Scrambler 650 e la socievole Bantam 350. Tre moto accomunate da una filosofia neo-classica e da motorizzazioni rigorosamente monocilindriche, ovvero la solida base su cui Bsa punta ad avvicinare i fasti del passato.
Dalle armi alle moto
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Prima di analizzare il presente di Bsa, vale la pena ricordarne brevemente l’importante passato. Nata nel 1861 come Birmingham Small Arms Company, produttrice di armamenti, iniziò a produrre motocicliette all’inizio del Novecento. Nei decenni successivi divenne protagonista assoluto del settore fino a diventare, nel secondo dopoguerra, il più grande costruttore del mondo. Conquistò mercati, gare e appassionati grazie a modelli diventati leggendari quali la Gold Star e la Victor, ma la crisi dell’industria inglese nella seconda metà degli anni 60 portò progressivamente alla sua scomparsa. Sparì nel 1972 con l’acquisizione da parte di Norton, che al tempo controllava anche Triumph e decise di puntare su quest’ultima. Da allora, in pratica, il silenzio, solo occasionalmente interrotto da qualche raro sprazzo di nostalgica visibilità (vedi la famosa apparizione del logo sulla giacca di George Michael nel video del singolo Faith, del 1987, recentemente venduta all'asta per oltre 200 mila euro). Per decenni, Bsa è quindi sembrata destinata irrimediabilmente al dimenticatoio. La sua vera rinascita è arrivata nel 2016 con l’acquisizione del brand da parte di Classic Legends Private Limited, società controllata dal gruppo Mahindra & Mahindra, uno dei maggiori conglomerati industriali del mondo che può contare su importanti risorse industriali, finanziarie e tecnologiche.
Sulle strade del Circuito del Lario
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Per raccontare invece il proprio presente e il proprio futuro in Italia, Bsa ha scelto uno scenario che richiama i suoi anni più gloriosi e riveste un grande significato per il motociclismo nostrano. Il rinomato hotel Il Corazziere di Merone ha fatto da base operativa della giornata, fungendo da punto di partenza e di arrivo del suggestivo itinerario che ha toccato anche Asso, Bellagio, Nesso, Valmadrera e il Ghisallo. Il percorso era idealmente ispirato al celebre Circuito del Lario, una delle competizioni stradali più affascinanti del motociclismo italiano del primo Novecento e teatro di importanti successi per la stessa Bsa. La giornata è stata scandita dall’alternanza in sella alle tre moto della gamma, già disponibili da tempo sul mercato, motivo per cui, più che di un test comparativo, si è trattato di una piacevole e rilassata scampagnata tra amici. Tra le soste più apprezzate figura certamente quella a Villa Melzi, a Bellagio, con i suoi celebri giardini affacciati sul lago, oltre al passaggio presso il Monumento al Trofeo del Circuito del Lario, che mantiene vivo il ricordo di quella pionieristica corsa. E nel gruppo c’era anche Cesare Galli, fondatore di Pelpi International e profondo conoscitore del territorio.
BSA Gold Star 650
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La Gold Star 650 è il modello che meglio rappresenta la rinascita di Bsa. Ovviamente ispirata all’omonima progenitrice, anche sul lato estetico, è dotata di un monocilindrico da 652 cc raffreddato a liquido con distribuzione bialbero e cambio a 5 marce, accreditato di 45 Cv di potenza a 6.500 giri/min e 55 Nm di coppia a 4.000 giri/min. Il telaio è una struttura in acciaio a doppia culla e si abbina a una forcella da 41 mm non rovesciata e non regolabile e a una coppia di ammortizzatori posteriori regolabili nel precarico. L’impianto frenante prevede un singolo disco anteriore da 320 mm e uno posteriore da 255 mm coordinati dall’Abs, mentre i cerchi in lega a raggi da 18” davanti e 17" dietro ne completano il look rétro. Pesa 213 kg in ordine di marcia e costa non meno di 6.599 euro (nella versione Shadow Black). Nella nostra giornata lariana ha ribadito le qualità che già avevamo apprezzato nel nostro test, con una posizione di guida piuttosto rilassata, erogazione corposa ai bassi regimi e un carattere brioso, che invita a godersi il paesaggio senza fretta valorizzando la guida fluida e appagante.
BSA Scrambler 650
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La Scrambler 650 nasce dalla stessa piattaforma della Gold Star e il motore presenta gli stessi valori di uscita, quindi perfettamente abbordabili per la vasta platea delle patenti A2. Il suo approccio è comunque diverso: oltre alla diversa estetica, cambia l’ergonomia (aspetto di cui ci si accorge subito passando dall’una all’altra, con un manubrio più ampio e un'altezza sella che passa da 780 a 820 mm), c’è uno scarico leggermente più rialzato, compaiono i soffietti per gli steli della forcella e il cerchio anteriore è da 19”. Il peso a secco si attesta intorno ai 218 kg mentre il prezzo di listino parte da 6.999 euro. La taratura generale della ciclistica sembra pronta ad affrontare anche il fuoristrada leggero, ma per la nostra piccola prova non ci siamo mai allontanati dall’asfalto. La Scrambler 650 offre una sensazione di maggiore controllo sull’anteriore e un impatto estetico più giovanile, anche se le sue linee restano piuttosto vintage.
BSA Bantam 350
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Anche la Bantam 350 “recupera” uno dei nomi più celebri della storia Bsa per offrirne una reinterpretazione in chiave moderna. Il suo motore è un monocilindrico raffreddato a liquido da 334 cc e cambio a 6 velocità per cui la casa dichiara 29 Cv di potenza e 29,6 Nm di coppia. La ciclistica non presenta deviazioni di rilievo rispetto alla formula delle due 650, prevedendo un telaio a doppia culla in acciaio, forcella tradizionale, doppio ammortizzatore posteriore e impianto frenante con Abs a doppio canale. Monta una ruota anteriore da 18” e una posteriore da 17” e pesa circa 185 kg con il pieno. A guidarla regala subito l’impressione di una moto semplice e immediata, intuitiva e accogliente, qualità che possono attrarre motociclisti alle prime esperienze e chi cerca una compagna di viaggio pratica e poco impegnativa per l’utilizzo quotidiano. Tra le sue carte migliori, se non la migliore, c’è un prezzo decisamente invitante: 4.099 euro.
Classic Legends e la strategia globale
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Come accennato, Bsa appartiene a Classic Legends Private Limited, società controllata da Mahindra & Mahindra, uno dei maggiori gruppi industriali dell’India presente in oltre cento paesi e attivo in settori che svariano dall’automotive all’aerospazio, dall’informatica alla finanza. Si tratta, in breve, di una delle realtà industriali più influenti dell’intero continente asiatico. Nel bouquet di marchi che fanno capo a Classic Legends ci sono anche Jawa, più consolidato nel mercato indiano e principale generatore di volumi, e Yezdi, che presidia invece il segmento adventure e scrambler. Bsa rappresenta il tassello internazionale della strategia, con una forte presenza nel Regno Unito e l’obiettivo di affermarsi nei principali mercati europei. In questa strategia va inquadrata anche la separazione di Mahindra da Peugeot Motocycles, avvenuta nel 2023, mirata a concentrare risorse e investimenti sullo sviluppo di Classic Legends. Peugeot era anche il distributore di Bsa per l’Italia.
Gautam: "60 concessionarie entro fine anno"
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Una volta concluso il nostro giro con le tre Bsa, abbiamo avuto occasione di approfondire la strategia del redivivo marchio britannico con Vikas Gautam, direttore vendite e marketing appositamente arrivato dal quartier generale di Manchester. “Il Regno Unito, dove Bsa è nata, è ovviamente il nostro mercato principale – ci ha spiegato - ma allo stesso tempo tutti i principali mercati europei sono importanti per noi. Lo è quindi anche l’Italia, che è forse quello più grosso di tutti per volumi. Nel Regno Unito siamo tornati tre anni fa e siamo quindi più avanti sotto tanti punti di vista, anche in termini di rete vendita, ma in Italia, in tempi relativamente brevi, siamo già riusciti ad arrivare a 30 concessionarie. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a 60 entro fine anno, rendendo il marchio Bsa ancora più accessibile anche nel vostro paese. Pelpi è un grande partner su cui contare sotto questo punto di vista: sono attivi nel settore da molti anni e so che ci aiuteranno ad espanderci molto rapidamente. Io poi conosco Cesare da molti anni e credo fortemente che siano il partner giusto per noi.”
Gautam: "Thunderbolt pronta tra pochi mesi"
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Abbiamo quindi chiesto a Mr. Gautam un parere sui risultati raccolti da Bsa nei primi anni di questa sua seconda vita. “Sono molto positivi. Nel Regno Unito la Bantam 350 è ormai da qualche mese la moto più venduta della sua categoria (da 125 a 500 cc, nda) e la Gold Star ci ha dato belle soddisfazioni sin dall’inizio. E poi c’è la Scrambler, che sta guidando tanti giovani verso il nostro marchio. E ora siamo pronti a sbarcare anche in Australia, dopo 2-3 anni alle prese con i loro criteri di omologazione particolarmente severi.” E per quanto riguarda l’annunciato arrivo della crossover Thunderbolt 350, il gentile Mr. Gautam ha puntualizzato: “Siamo nella fase finale dei collaudi. Anche se non dispongo del programma preciso, la moto dovrebbe essere pronta e disponibile sul mercato nel giro di qualche mese. Ma puntiamo anche a lanciare un paio di nuovi modelli al prossimo salone Eicma: non posso anticipare nulla, ma rappresenteranno un grande passo avanti per noi.”
L'alleanza con Pelpi
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Pelpi International rivestirà quindi un ruolo centrale nella crescita di Bsa in Italia. Fondata nel 2002 da Cesare Galli e con sede nel cuore della Brianza, l’azienda ha costruito la propria reputazione attraverso la distribuzione di motocicli, Atv e componentistica, affermandosi come uno dei punti di riferimento del settore. Ha poi giocato un ruolo decisivo nel rilancio di un marchio storico come F.B. Mondial, di cui è proprietaria, e instaurato una importante partnership anche con un altro colosso indiano, Hero, sviluppando al contempo una consolidata rete commerciale sia in patria che all’estero. Come spiegato da Vikas Gautam, questa partnership prevede un significativo allargamento della rete vendita, ma parallelamente Pelpi si prepara anche a trasferirsi in una nuova sede da 5.000 metri quadrati a Mariano Comense, un investimento con cui intende rafforzare ulteriormente la capacità logistica e l’assistenza post-vendita.
GALLI: "Abbiamo aspettative importanti"
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Per conoscere meglio l’approccio di Pelpi International a questa recente partnership con Bsa, non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di scambiare due chiacchiere con il Ceo Cesare Galli: “Bsa è ancora molto conosciuta in Italia per il suo passato – ha chiarito – e entrare in questo mondo è stato quasi come entrare in un’altra dimensione. Ho riscontrato un grande coinvolgimento sia in azienda che tra tutti i venditori, che sentono la passione verso questo marchio. Abbiamo degli obiettivi ben chiari in mente, ma per ora siamo concentrati sul consolidamento del brand e della sua immagine. Abbiamo aspettative importanti comunque, vogliamo vendere qualche migliaio di veicoli già l’anno prossimo. E ci aspettiamo grandi cose anche dalla Thunderbolt.”
Galli: "Vogliamo crscere ancora"
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“Per noi è importante portare nuovi utenti nel mondo delle due ruote – ha proseguito Galli - e per noi dare grande accessibilità significa innanzitutto badare al prezzo. Proponiamo ad esempio la Bantam, con il suo stile e i suoi contenuti da vera moto, a un prezzo decisamente abbordabile, che apre scenari inediti per persone che non sono mai andate in moto o non lo avrebbero mai considerato a fronte delle cifre di una certa portata che ci sono in giro oggi.” E in merito alla nuova sede di Mariano Comense, il numero uno di Pelpi ci ha ribadito: “La necessità che ci ha portato a compiere questo tipo di investimento è stata quella di offrire un servizio migliore, specialmente in termini di gestione del service e dei ricambi per i marchi che gestiamo in Europa. È uno step importantissimo che ci permetterà di crescere ancora, arrivando ad offrire un servizio di livello altissimo in tempi strettissimi.”
BSA pronta al confronto
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L’impressione raccolta in riva al Lario è quella di un marchio che sta costruendo con metodo il proprio ritorno sulla scena internazionale. L’accordo con Pelpi e i piani annunciati lasciano intendere che il percorso intrapreso da Bsa sia soltanto all’inizio. Tale percorso resta comunque impegnativo: nel segmento delle classiche moderne di media cilindrata, la casa indo-britannica dovrà confrontarsi con concorrenti ormai consolidati come Honda, Triumph e Royal Enfield, marchi che al momento possono contare su una presenza commerciale più capillare e su una maggiore notorietà. Eppure proprio la combinazione tra heritage britannico, prezzi accessibili e una strategia commerciale aggressiva potrebbe rappresentare davvero la ricetta giusta. Quel che è certo è che Bsa fa dannatamente sul serio: il suo progetto industriale è solido ed è molto di più di una semplice operazione nostalgia.










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