Si chiude, per sua scelta, il lungo percorso in giallorosso di Marazico, che ha deciso di dedicare più tempo alla famiglia: "Tutto quello che ho fatto l'ho fatto per amore della Roma. Ci vediamo allo stadio a tifare"
Cinquantatré anni non si cancellano in un giorno, non si archiviano e non si dimenticano. Bruno Conti da tre giorni non è più un tesserato della Roma. Per sua volontà, per godersi la famiglia e la salute dopo un brutto periodo personale. Ma Marazico non dimentica una storia iniziata come una favola e diventata leggenda. Il suo percorso in giallorosso ha attraversato generazioni tra scudetti, campionati del mondo, scoperte di giovani e lacrime di gioia e dolore. Ma il viaggio di Bruno con la Roma non finisce. Cambia soltanto direzione. A raccontarlo è lo stesso Conti, con una lunga lettera da brividi sui social.
due foto
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Conti ha scelto due foto per raccontare 53 anni: quella della sua prima presenza e quella dell’addio al calcio nel 1991. "Pubblico qui la prima foto con la Roma. È quella del mio esordio in Serie A, Roma-Torino del 10 febbraio 1974 - inizia Marazico -. In quel giorno, insieme alla mia gioia, c'era soprattutto quella di mio padre, grande tifoso romanista. A lui e a mia madre voglio dire grazie per tutti i sacrifici che hanno fatto per crescere sette figli, donandoci sempre amore, valori e sostegno. L'ultima foto sul campo è quella del 23 maggio 1991, il giorno dell'addio al calcio giocato. Vedere più di ottantamila persone allo stadio e ritrovarmi inginocchiato sotto la Curva Sud è un'immagine che porterò per sempre nel cuore. A voi, che mi avete accompagnato in questo viaggio, posso dire soltanto grazie. Un ringraziamento speciale va a tutte le persone che hanno lavorato e lavorano ogni giorno per la Roma: dalla portineria ai magazzinieri, dagli autisti al convitto, dagli staff tecnici alla segreteria, fino agli scout. Se non sono riuscito a salutare tutti personalmente, vi chiedo scusa, ma sapete bene il perché: sono sempre stato dalla lacrima facile". Poi Conti passa a ringraziamenti più specifici.
I RINGRAZIAMENTI
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"Grazie al mio grande capitano, Agostino Di Bartolomei, per come mi ha accolto fin dal primo giorno facendomi sentire subito parte di una famiglia - ha scritto Bruno -. Grazie ai Presidenti Dino Viola, Gaetano Anzalone, Franco Sensi, Rosella Sensi, James Pallotta e Dan Friedkin per la fiducia e il sostegno ricevuti negli anni. Un grazie particolare al mio grande maestro Nils Liedholm e al Presidente Dino Viola: insieme abbiamo vissuto momenti indimenticabili, vincendo uno Scudetto e arrivando fino alla final di Coppa dei Campioni. Rosella, grazie per gli anni trascorsi insieme, prima da allenatore e poi da direttore tecnico. Ti voglio bene. Ho scelto di mandare questi ringraziamenti perché non voglio parlare di me: lascio che siate voi a farlo". Dopo i ringraziamenti Conti dà appuntamento ai tifosi: "Posso solo dire che, giusto o sbagliato che sia stato, tutto quello che ho fatto l'ho fatto per amore della Roma. Adesso è il momento di godermi la mia famiglia, che con amore e pazienza mi è sempre stata accanto lungo tutto il cammino. Perché dopo il calcio, il posto più bello dove tornare è sempre la famiglia. Ci vediamo allo stadio a tifare sempre la nostra amata AS Roma. Con amore, Bruno". Non si sono fatti attendere i tanti messaggi di affetto in risposta alla lettera. Tra cui quello di Francesco Totti. L'ex capitano giallorosso gli ha dedicato poche parole ma di effetto: "Grazie per tutto, Brunetto". Poi quelli di Aquilani, scoperto proprio da Conti: "Sei il numero uno". E Bove con due cuori giallorossi. Ma sono in tanti altri a ringraziare Conti: da Di Biagio a Edoardo Leo passando per Perrotta, De Rossi e Pisilli.










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