'Bridgerton 4', Luke Thompson e Yerin Ha: "Serve lentezza emotiva nell'era delle relazioni usa e getta"

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I due attori sono i protagonisti dell'attesa quarta stagione della serie targata Shondaland, dal 29 gennaio su Netflix. L'intervista

"Nell'era delle relazioni usa e getta c'è bisogno di lentezza emotiva". Così, all’Adnkronos, Luke Thompson e Yerin Ha - protagonisti della quarta stagione di 'Bridgerton' - riflettono sulle dinamiche sentimentali di oggi, in un mondo in cui tutto si consuma rapidamente, sentimenti compresi. Per i due attori, una storia ambientata nella Regency Era inglese, pur lontana nel tempo, offre uno specchio per interrogarsi sul ritmo frenetico delle relazioni moderne. "Nella società contemporanea manca il tempo di conoscere davvero qualcuno e siamo troppo frettolosi nel giudicare", osserva Ha, che aggiunge: "Non è necessario baciare una persona dopo il primo appuntamento. Si può arrivare a un contatto più intimo anche dopo dieci incontri". Per lei, "è bello scoprire le persone a poco a poco". La nuova stagione - divisa in due parti, con i primi quattro episodi su Netflix dal 29 gennaio e i successivi dal 26 febbraio – segue il bohémien secondogenito Benedict Bridgerton (Thompson), che continua a rifiutare l’idea di sistemarsi nonostante le pressioni della madre, Lady Violet (Ruth Gemmell). Tutto cambia al ballo in maschera organizzato dalla matriarca, dove Benedict rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto. Con l’aiuto, seppur riluttante, della sorella Eloise (Claudia Jessie), si mette sulle tracce della giovane donna. Ma la verità è ben diversa: la donna dei suoi sogni non appartiene all’alta società, bensì è Sophie Baek (Ha), una brillante cameriera al servizio della temibile Araminta Gun (Katie Leung). Quando il destino li fa rincontrare, Benedict si ritrova diviso tra l’affetto per la giovane domestica e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro che siano la stessa persona.

La trasformazione di Benedict, la riflessione sulla mascolinità e Sophie una 'Cenerentola moderna'

"La trasformazione più significativa di Benedict avviene quando incontra Sophie: mette insieme tutte le parti della sua vita, quella più fantastica e quella più reale. Grazie a lei cresce, fa un passo avanti", racconta Thompson. L’attore riflette anche sulla rappresentazione della mascolinità, descrivendo Benedict come un uomo libero da rigidità e ansie identitarie: "Spesso - soprattutto per gli uomini - le dinamiche dell’amore e del sesso portano a suddividere la vita in compartimenti, a cercare di controllare le emozioni. In un momento della stagione anche Benedict rischia di farlo". Ma, aggiunge, "non vive con angoscia. La sua sessualità non lo definisce. È curioso, aperto, non cerca di controllare tutto. C’è una delicatezza in lui, una qualità spesso attribuita alle donne, ma che lui possiede profondamente. Ed è bello vedere un uomo rappresentato così". Se Benedict cambia grazie a Sophie, è perché Sophie stessa è un personaggio costruito su una forte identità. Yerin Ha la descrive come "una Cenerentola moderna", capace di parlare al pubblico contemporaneo grazie alla sua forza e alla sua autonomia: "Ha barriere molto alte intorno a sé, non si accontenta di un uomo solo perché le offre qualcosa. E poi c’è il suo percorso di scoperta di sé, della propria identità e di cosa significhi essere innamorati e condividere la vita con qualcuno".

Claudia Jessie, Hannah Dodd e Luke Newton: "In 'Bridgerton 4' scopriamo nuove consapevolezze"

Accanto alla coppia protagonista, la quarta stagione porta nuove sfide e nuove consapevolezze anche per Eloise, Francesca e Colin. Claudia Jessie, Hannah Dodd e Luke Newton raccontano all’Adnkronos il percorso dei loro personaggi. Jessie spiega che Eloise resta fedele alla sua natura anticonformista: "Sta cercando un altro modo per restare fuori dalla 'macchina' del matrimonio. Prova di tutto: ora vuole dichiararsi zitella. Non credo che capisca che si tratta di un’etichetta ingiusta che le viene affibbiata, al contrario di quelle che si indossano con orgoglio come una fascia". L’attrice anticipa anche il ruolo decisivo di Lady Violet: "Come fa con tutti i figli, ha un piccolo piano per lei e cerca di coinvolgere i fratelli". Sul fronte delle amicizie, una buona notizia: "Eloise e Penelope sono di nuovo migliori amiche". Per Colin, interpretato da Luke Newton, questa stagione è un momento di serenità: "Sta vivendo la sua era del 'vissero felici e contenti (con Penelope Featherington/Lady Whistledown, ndr). È molto sicuro di sé, cosa che mi è piaciuta molto. Ha davvero trovato il suo scopo nella vita: è felice di essere un padre di famiglia". Francesca, invece, attraversa una fase di crescita profonda. "C’è una grande evoluzione per lei", racconta Hannah Dodd. "È un personaggio che continuerà a crescere man mano che la vedremo attraversare le diverse stagioni della sua vita". Ora che è sposata, "ha creato una famiglia di cui è il capofamiglia. Lei e John stanno ancora imparando a conoscersi e a comunicare i propri bisogni, il che è davvero speciale”. Un cambiamento che riguarda anche la sua sicurezza personale: "Francesca sta imparando a comunicare con chiunque nella sua vita, a difendere ciò che vuole e a crescere acquisendo maggiore sicurezza in tutto".

Katie Leung è la new entry nel cast: "Vivere nella Regency Era? Orribile"

Nel cast anche la new entry Katie Leung, che interpreta Araminta. Il suo personaggio, spesso percepito come antagonista, nasconde invece una fragilità profonda: "Araminta non è cattiva, è come se fosse un cucciolo salvato da un canile. Ha bisogno di tanto amore, affetto e attenzioni, che non le sono stati dati. Quindi per proteggersi ha costruito questo muro tra lei e il resto del mondo. Penso che la sua vera natura sia molto diversa da come viene percepita". Quanto allo stile di vita della Regency Era, Leung non ha dubbi: "Niente. È orribile. È davvero orribile essere costrette a sposarsi e non avere alcuna voce in capitolo sulla propria vita e sulle proprie scelte. Quindi sono davvero molto grata di vivere l’oggi".

Golda Rosheuvel e Adjoa Andoh: "Queen Charlotte e Lady Danbury affrontano una crisi"

In 'Bridgerton 4' non sono solo gli amori a incrinarsi: anche l’amicizia più solida dell’alta società, quella tra Queen Charlotte e Lady Danbury, attraversa una crisi che porta in superficie vulnerabilità mai dette. A raccontarlo all'Adnkronos sono le interpreti Golda Rosheuvel e Adjoa Andoh, che spiegano come la nuova stagione scavi nelle ferite profonde di due donne abituate a non mostrare debolezze. "Queste due donne hanno vissuto matrimoni, figli, perdite, e sono arrivate in un Paese come estranee", spiega Andoh. "Hanno dovuto costruirsi un posto nel mondo, e tutto questo ha un costo. Per anni sono state l’una la 'persona sicura' dell’altra. Quando quella sicurezza vacilla, le ferite più profonde bruciano". Secondo Rosheuvel, la frattura nasce proprio dall’intimità del loro legame: "Quando conosci qualcuno così bene, sai esattamente quali bottoni premere. Sai cosa farà male. E in questa stagione quei bottoni vengono premuti, eccome. Il punto è capire come ritrovare la strada verso l’amore e la fiducia". Ma la tensione non è a senso unico. "Charlotte non deve prendersi tutta la colpa", aggiunge Andoh. "Danbury, per un momento, decide di giocare da sola. È un rapporto fatto di reazioni, di scatti, di difese che si alzano e si abbassano".

'Bridgerton', un modello di inclusione

Per Leung, 'Bridgerton' rappresenta un modello concreto di inclusione: "Per la prima volta mi sono sentita libera dal peso di dover rappresentare un’intera comunità, e questo mi ha permesso di essere semplicemente me stessa. Non dovrebbe accadere nel 2025, ma la realtà è che stiamo ancora lottando per la diversità. Sul set, però, la varietà era reale: anche nella troupe c’erano persone diverse, e non si aveva mai la sensazione che siano state messe lì per spuntare una casella. Questa serie è un faro di ciò che l’industria dovrebbe essere". Andoh ricorda come "il lavoro per cambiare le cose vada avanti da decenni". Ma 'Bridgerton' "ha cambiato le carte in tavola nel romance storico: racconta storie globali, con un cast e una troupe che riflettono quel mondo. Dietro la macchina da presa ci sono più persone di colore, più donne, più diversità". L’attrice sottolinea però che non è ovunque così: "Questo è il nostro set. Non tutti gli spettacoli, non tutti i teatri o le radio funzionano allo stesso modo. C’è ancora molto da fare, ma siamo nel flusso del cambiamento e stiamo andando avanti". Rosheuvel guarda al futuro: "Vorrei arrivare a un punto in cui non dobbiamo più rispondere alle domande sull'inclusività e in cui non si parla di inclusività perché è semplicemente la normalità. Non 'una giornalista donna', non 'un’attrice nera': solo persone che fanno il loro lavoro e vengono giudicate per quanto sono brave". Rosheuvel poi conclude con un desiderio: "Tutto ciò che vogliamo è fare il lavoro che amiamo, senza ostacoli".

Se Lady Whistledown scrivesse di loro nella vita reale?

Se Lady Whistledown - l'autrice della rubrica di gossip della storia - scrivesse di loro nella vita reale? "Scriverebbe che non esco mai di casa", scherza Dodd, che aggiunge: "Ha letto tutti i suoi libri. Ha visto tutto quello che c’è su Netflix. Purtroppo non ci sarebbe molto da scrivere, perché non esco mai di casa. Quello che sto leggendo, quello che mangio, cosa guardo, quali pigiami indosso è tutto ciò che potrei offrire. Non credo attirerebbe molti lettori o abbonati". Jessie immagina addirittura un avviso alla comunità: "Metterebbe un’allerta perché non mi vede uscire da otto o nove giorni. Chiederebbe ai vicini di controllare se sto bene". Gli fa eco Newton: "Saremmo tutti nello stesso articolo. Un rapporto di persone scomparse, finché non ci vedono a un evento di 'Bridgerton'". "Su Leung "non avrebbe nulla da dire". Con ironia, l'attrice racconta la sua quotidianità: "La mia vita è noiosissima. Sono madre, la mia routine è sempre uguale e mi piace così. Non c’è gossip, Lady Whistledown (Nicola Coughlan, ndr) abbasserebbe la penna". (di Lucrezia Leombruni)

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