I Celtics con Vucevic hanno preso proprio ciò che serviva. Altro giro di mosse inspiegabili per Washington, Miami immobile
Rien va plus, il gioco è fatto. Non c’è più tempo per cambiare idea, per rimpianti o rimorsi. Il mercato degli scambi Nba si è chiuso alle 21 di giovedì 5 febbraio, ora italiana. Giannis Antetokoumpo è rimasto a Milwaukee e Ja Morant a Memphis nonostante le indiscrezioni ne anticipassero il trasloco. Però di nomi illustri che hanno cambiato maglia ce ne sono stati tanti: James Harden è finito a Cleveland, Anthony Davis a Washington, Kris Porzingis a Golden State, Jaren Jackson nello Utah, Nikola Vucevic a Boston, Ivica Zubac a Indianapolis. Tempo di pagelle, ecco i promossi e i bocciati secondo gazzetta.it. Poi come sempre sarà il campo a giudicare in maniera definitiva.
PROMOSSI
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Dallas - Doveva chiudere la ferita Doncic, cicatrizzarla. L’ha fatto spedendo a Washington Anthony Davis, la contropartita di un anno fa per l’addio allo sloveno. E si è fatta pagare bene la consegna a domicilio del quasi 33enne lungo campione Nba coi Lakers: due scelte di primo giro di futuri Draft e tre di secondo giro. Ora può ricostruire intorno a Cooper Flagg, la scelta n. 1 del Draft 2025 che sta incantando da matricola. I Mavs gli hanno preso un innesco ideale, Tyus Jones, il regista ex Orlando che ai Magic non ha funzionato, ma che vanta un rapporto eccezionale assist/palle perse in carriera. Saprà mettere in ritmo Flagg, come lui un ex Duke University.
Los Angeles Clippers - Hanno venduto bene. Hanno scambiato il 36enne James Harden col 26enne Darius Garland e per il disturbo si sono anche fatti recapitare una scelta di secondo giro dai Cavaliers. Il miglior Harden non è certo paragonabile a Garland, ma questa versione crepuscolare…oltretutto non hanno ceduto quando il Barba ha preteso il rinnovo a cifre esorbitanti. Lucidi. E poi hanno venduto benissimo il centro croato Ivica Zubac. Che è un signor giocatore, sgraziato, ma dannatamente efficace, però ricavarne Bennedict Mathurin, Isaiah Jackson, due scelte di primo giro e una di secondo giro rappresenta un bel gruzzolo da poter reinvestire in futuro.
Boston - I Celtics avevano bisogno di un lungo d’esperienza in grado di alternarsi con l’atletismo di Queta e l’andamento lento di Garza. Serviti. A Boston arriva Nikola Vucevic, il 35enne centro montenegrino due volte All Star. Non è più nel picco di carriera, ma a Chicago ha dimostrato di saper ancora dire la sua. La spesa per portarlo a Beantown è stata relativa: Anfernee Simons, la guardia realizzatrice che portava punti espressi ai verdi in uscita dalla panchina, ma che non faceva parte del progetto tecnico a lungo termine di Coach Mazzulla. Boston così diventa ancora più equilibrata e se prima o poi rientrasse pure il lungodegente Jayson Tatum…
BOCCIATI
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Miami - Ci si aspettavano i fuochi d’artificio da Pat Riley e invece da South Beach arriva l’eco di un assordante silenzio. Nulla. Gli Heat non hanno fatto nulla alla trade deadline. In entrata e in uscita. Puntavano al bersaglio grosso, anzi a quello alto, altissimo, Giannis Antetokounmpo, ma si ritrovano a mani vuote. Tali e quali, con lo stesso look pre mercato. Quelli con 27-25 di record stagionale. Deludente, mediocre.
Cleveland - Siamo proprio sicuri che Harden sia una buona idea? Sì certo, parliamo di un 11 volte All Star. Ma se dal 2020 ha cambiato cinque squadre, Houston, Brooklyn, Philadelphia, Los Angeles Clippers e Cleveland e sinora non ha mai funzionato come risultati di squadra, un motivo ci sarà? Difende pochino, segna e smazza assist, ma non trascina. Poi la coesistenza tecnica con Donovan Mitchell è tutta da verificare e quel contratto in scadenza – ha un’opzione di rinnovo per un’ulteriore stagione da oltre 42 milioni di dollari – è un trappolone. A quell’età per quanto andrebbe rinnovato come cifre e annualità? Perderlo a zero trasformerebbe il sacrificio di Garland in un regalo ai Clippers.
Washington - Era già stata discutibile la scelta di portare nella capitale statunitense Trae Young che Atlanta da tempo offriva invano un po’ a tutti. I Wizards hanno aggiunto il carico di un ulteriore acquisto che fa strabuzzare gli occhi. Davis è stato anzitutto strapagato come contropartita e poi pesa a monte stipendi per i prossimi due anni e mezzo con un salario da fenomeno quando ormai non dà più la minima garanzia di tenuta atletica. Oltretutto i tanti giovani in organico avrebbero avuto bisogno di veterani con doti da mentore o quantomeno da capobranco e invece Young e Davis non hanno quelle qualità.










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