Bosnia Erzegovina - Italia 1-1 in campo per la finale dei playoff che vale la qualificazione ai Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti Canada e Messico
Moise Kean
GOL
Al 44' Espulso Bastoni. Azzurri in dieci
Al 15 Italia in vantaggio con Kean con un tiro dal limite
Tifosi Azzurri
LA FORMAZIONE
Rino Gattuso conferma gli undici azzurri che hanno battuto l'Irlanda del Nord giovedì scorso a Bergamo, e per la finale dei play off Mondiale a Zenica contro la Bosnia sceglie ancora in attacco la coppia Retegui-Kean. L'Italia si schiera con un 3-5-2. Davanti a Donnarumma, Mancini, Bastoni e Calafiori formano la linea difensiva; a centrocampo il terzetto e' composto da Barella, Locatelli e Tonali, con Politano a destra e Dimarco a sinistra. La Bosnia si schiera con un 4-3-3, dove in attacco Dzeko al centro e' affiancato da Demirovic e Bajraktarević.
Rino Gattuso
LA VIGILIA
"In questi giorni passati insieme l'ambiente é sempre stato positivo. Questa sera ci giochiamo tanto, in una partita importante. L'abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di affrontare una squadra che ha tecnica e fisicità. Sicuramente ci vuole una grande prestazione da parte nostra". Rino Gattuso, nell'intervista esclusiva alla Rai, ha inquadrato così la partita con la Bosnia di questa sera. "Quando i risultati non arrivano i ragazzi sono i primi che ne soffrono. In silenzio, fanno finta di avere le spalle larghe, ma non é così. Posso assicurare che faranno di tutto. C'é gente che darebbe la vita per raggiungere l'obiettivo" di andare al Mondiale, ha ripetuto il ct. La Bosnia "é una squadra con i suoi pregi e difetti. Però sono scorbutici. I primi 15-20 minuti saranno di fuoco. Partiranno a mille e là dobbiamo riuscire a tenere botta e ribattere colpo su colpo".
La Bosnia ha la media più alta di falli commessi per partita rispetto a Italia, Galles e Irlanda: "Hanno questa caratteristica. Prima di tutto dobbiamo essere bravi a non reagire - ha messo in guardia Gattuso -. L'arbitro (il francese Turpin, ndr) é di grandissima esperienza, é uno che si fa rispettare". Da giocatore Gattuso ha vissuto la vigilia di finali Mondiali e di Champions, ma questa "é diversa perché per carattere io ero uno che ragionava sulla squadra, non pensavo a me stesso. Adesso sento la pressione, la responsabilità di chi ho intorno, un Paese sulle spalle".
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