Bosnia Erzegovina - Italia 0-0 in campo per la finale dei playoff che vale la qualificazione ai Mondiali di calcio 2026 negli Stati Uniti Canada e Messico
Tifosi Azzurri
LA FORMAZIONE
Rino Gattuso conferma gli undici azzurri che hanno battuto l'Irlanda del Nord giovedì scorso a Bergamo, e per la finale dei play off Mondiale a Zenica contro la Bosnia sceglie ancora in attacco la coppia Retegui-Kean. L'Italia si schiera con un 3-5-2. Davanti a Donnarumma, Mancini, Bastoni e Calafiori formano la linea difensiva; a centrocampo il terzetto e' composto da Barella, Locatelli e Tonali, con Politano a destra e Dimarco a sinistra. La Bosnia si schiera con un 4-3-3, dove in attacco Dzeko al centro e' affiancato da Demirovic e Bajraktarević.
Rino Gattuso
LA VIGILIA
"In questi giorni passati insieme l'ambiente é sempre stato positivo. Questa sera ci giochiamo tanto, in una partita importante. L'abbiamo preparata bene, con la consapevolezza di affrontare una squadra che ha tecnica e fisicità. Sicuramente ci vuole una grande prestazione da parte nostra". Rino Gattuso, nell'intervista esclusiva alla Rai, ha inquadrato così la partita con la Bosnia di questa sera. "Quando i risultati non arrivano i ragazzi sono i primi che ne soffrono. In silenzio, fanno finta di avere le spalle larghe, ma non é così. Posso assicurare che faranno di tutto. C'é gente che darebbe la vita per raggiungere l'obiettivo" di andare al Mondiale, ha ripetuto il ct. La Bosnia "é una squadra con i suoi pregi e difetti. Però sono scorbutici. I primi 15-20 minuti saranno di fuoco. Partiranno a mille e là dobbiamo riuscire a tenere botta e ribattere colpo su colpo".
La Bosnia ha la media più alta di falli commessi per partita rispetto a Italia, Galles e Irlanda: "Hanno questa caratteristica. Prima di tutto dobbiamo essere bravi a non reagire - ha messo in guardia Gattuso -. L'arbitro (il francese Turpin, ndr) é di grandissima esperienza, é uno che si fa rispettare". Da giocatore Gattuso ha vissuto la vigilia di finali Mondiali e di Champions, ma questa "é diversa perché per carattere io ero uno che ragionava sulla squadra, non pensavo a me stesso. Adesso sento la pressione, la responsabilità di chi ho intorno, un Paese sulle spalle".
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1 ora fa
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