Pirateria audiovisiva, con frodi digitali sottratti 1.200 euro pro capite

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Stefano da Empoli, presidente di I-Com che ha effettuato la ricerca: "È fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria in particolare tra i giovani, i più penalizzati dalla perdita di posti di lavoro". Tra il 2025 e il 2030 si stimano 34mila posti in meno

Mario Canfora

Giornalista

31 marzo - 21:47 - ROMA

Il fenomeno della pirateria esiste da tantissimi anni ed è ormai risaputo che genera danni economici e culturali nel settore audiovisivo, mettendo anche a rischio la sicurezza informatica degli utenti. Dall'analisi (presentata oggi alla Camera dei Deputati) effettuata da I-Com (Istituto per la competitività) sull'impatto economico delle minacce cibernetiche legate alla fruizione di contenuti illegali in rete e svolta sulla popolazione italiana over 16 è emerso che dal 2022 al 2024 vi è stato un incremento pari al 14,5%.

i numeri

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I risultati mostrano che il danno economico pro capite è più elevato nella fascia 45-54 anni (1.507 euro), seguita a breve distanza dagli individui tra i 55 e i 64 anni (1.505 euro) e si mantiene per quasi tutte le altre classi di età al di sopra dei 1.000 euro. Difatti, il valore medio pro capite si attesta a 1.204 euro nel periodo considerato. Le piattaforme illegali non sono solo semplici canali per offrire la fruizione illegale di contenuti, ma sono spesso progettate anche per sottrarre dati, generare frodi e alimentare mercati paralleli di informazioni personali. In questi ambienti, estremamente vulnerabili, proliferano infatti malware, attacchi di phishing e altre minacce informatiche, oltre alla rivendita sistematica nei database del dark web dei dati personali sottratti. 

posti di lavoro

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Guardando solamente al 2025, le stime I-Com indicano che la perdita di posti di lavoro nell’industria audiovisiva è di 3.399 posti di lavoro, di cui la maggior parte, con un dato pari a 2.677, imputabili all’attività economica 59.1, ovvero “Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”. Nel complesso, ovvero considerando il periodo compreso tra il 2025 ed il 2030, si stima una perdita di ben 34.012 posti di lavoro, di cui 26.786 dovuti all’"Attività di produzione cinematografica, di video e di programmi televisivi”.

le parole

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"È un fenomeno allarmante, le piattaforme illegali sono uno dei principali veicoli di diffusione di malware, phishing e sottrazione dei dati personali poi rivenduti sul dark web. È quindi fondamentale aumentare la consapevolezza sui pericoli della pirateria in particolare tra i giovani, i più penalizzati dalla perdita di posti di lavoro", le parole di Stefano da Empoli, presidente di I-Com. "Bisogna stare alla larga dalla pirateria, c'è chi ingegnerizza le tecniche per renderci vittime di reati informatici", ha sottolineato Ivano Gabrielli, direttore del servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni. "Credo sia necessario passare dalla logica delle multe alla partecipazione alla responsabilità degli Over The Top, per avere anche qualità nei contenuti. Stiamo affrontando la sfida dell'intelligenza artificiale e per questo motivo abbiamo bisogno che le piattaforme internazionali partecipino ai nostri contenuti nazionali e di valore", ha detto Alberto Barachini, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all'Editoria e all'Informazione. Infine, Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, ricorda il lavoro svolto finora: "L'Autorità ha avuto il merito di introdurre in maniera avanguardistica a livello mondiale il concetto futuristico di ingiunzioni dinamiche: ad oggi con il Piracy Shield si può abbattere un sito illegale in 30 minuti se c'è una segnalazione con evidenza forense. L'Agcom ha appena festeggiato i 101mila siti abbattuti dal Piracy Shield, prima ne erano stati abbattuti 9mila nel decennio precedente". 

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