Fase complessa per le trattative Usa-Iran, ma il Brent resta ampiamente sotto gli 80 dollari al barile
Kevin Warsh, direttore della Fed - Ipa/Fotogramma
25 giugno 2026 | 16.21
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La prima riunione della nuova Fed a guida Kevin Walsh "non ha generato sorprese per il mercato in quella che è stata la decisione sui tassi di riferimento ma ha creato un contesto di novità e di cambiamento". Lo dice all'Adnkronos Luca Simoncelli, investment strategist di Invesco. Tra le risoluzioni, anche quella di creare cinque task force con il compito di analizzare la comunicazione, il bilancio della Federal Reserve, le fonti di dati utilizzate, la produttività e l’occupazione, l’impatto dell’intelligenza artificiale e di altre tecnologie trasformative, oltre all’approccio della banca centrale all’inflazione.
Questa decisione, prosegue l'analista, "dovrebbe aiutare il mercato a spostare l'enfasi dalla forward guidance verso un set di dati potenzialmente più precisi ed affidabili sui quali creare le proprie aspettative di politica monetaria". La riunione del Fomc (Federal Open Market Committee, il Comitato federale del mercato aperto) ha aggiustato l'asticella per i movimenti futuri dei tassi "con una tendenza restrittiva". L'ago della bilancia si è posizionato sul rischio inflazione.
Con le trattative tra Usa e Iran in una fase complessa, il prezzo del Brent è sceso sotto gli 80 dollari al barile e con una riduzione dello spread con il Wti, secondo Simoncelli il rischio di staglfazione "può essere ridotto negli scenari di mercato". Sul fronte della crescita economica "il riassorbimento dello shock al sentiment economico sembra in grado di progredire" ha poi concluso.
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