Borse asiatiche in rosso mentre si
teme una nuova escalation in Medioriente, dove lo stretto di
Hormuz resta bloccato e gli Stati Uniti starebbero valutando
nuovi attacchi all'Iran. Il petrolio vola ai massimi dall'inizio
della guerra, con il Brent che si è spinto fino a sfondare i 126
dollari al barile, prima di ripiegare sopra i 123 dollari, ai
massimi da almeno quattro anni, mentre il Wti si colloca sopra i
109 dollari al barile.
Tokyo e Seul cedono l'1,1%, Hong Kong l'1,2%, Sydney il 2,2%
mentre sono poco mossi i listini cinesi di Shanghai e Shenzhen,
in rialzo entrambi dello 0,1%. In rosso anche i future su Wall
Street, con quelli sull'S&P 500 e sul Nasdaq che cedono lo 0,3%,
nonostante le buone trimestrali di Amazon e Alphabet,
sull'Europa, con l'Euro Stoxx 50 che cede lo 0,9%.
In calo anche i bond, con i rendimenti dei Treasury che sono
saliti al 4,43%, dopo che ieri la Fed ha mantenuto i tassi
invariati mostrando profonde divisioni al suo interno su come
agire sui tassi mentre i trader hanno abbandonato le speranze di
una riduzione del costo del denaro quest'anno. Oggi sono attese
le decisioni sui tassi della Bce e della Banca d'Inghilterra.
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6 ore fa
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