Blocchi bassi, impostazione a tre e... L'analisi tattica di un Mondiale tutto nuovo

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L'approfondimento del Gruppo di Studio Tecnico della Fifa: dal blocchi bassi delle piccole allo sfruttamento degli spazi tra centrale e terzino

Compattezza difensiva e blocchi bassi (le piccole). Impostazione a tre (Francia con il Senegal nel primo tempo). Centravanti che rientrano per fare da raccordo (Cunha, Valencia, J. David ma non solo). Sfruttamento degli spazi interni tra centrale e laterale e inserimenti alle spalle della difesa. Dopo due giornate emergono i primi trend tattici del Mondiale, certificati dal Gruppo di Studio Tecnico della Fifa. Obiettivamente sono tutte situazioni percepibili a occhio nudo in partita, compreso il ricorso frequente al 4-4-2 di quasi tutte le nazionali. Anche se il Brasile, tra le eccezioni, ha svoltato liberando Casemiro davanti alla difesa e avanzando Bruno in un più funzionale 4-3-3.

spazi interni

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Lo studio è stato condotto dall’ex ct Galles, Jayne Ludlow, e dall’ex tecnico dei Blackburn Rovers e della Svezia (nonché ex giocatore del Milan) Jon Dahl Tomasson. Il primo punto riguarda l’uso dell’ampiezza e dei movimenti per allargare la difese avversaria prima di "entrare" tra il centrale e il terzino. Spesso si realizza con gli inserimenti degli esterni, degli attaccanti centrali e dei centrocampisti. C’è molto movimento in attacco, anche in orizzontale. Un esempio lo offre il Canada che sposta spesso il terzino sinistro Laryea verso il canale interno per creare difficoltà alla difesa avversaria. Ma non sempre, aggiungiamo noi, i meccanismi di copertura scattano in automatico.

FRANCIA, NO 4-2-3-1

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Anche la Fifa s’è accorta che, "nel primo tempo contro il Senegal", la Francia non ha giocato con il solito 4-2-3-1. Per Tomasson e Ludlow s’è tratta di una impostazione a tre, con un centrale di centrocampo arretrato tra i difensori, disegnando così un 3-4-3 con gli esterni alti: "Così i Bleus hanno avuto maggiore controllo del possesso palla e maggiore solidità contro il pressing alto del Senegal". A noi era parso più 4-3-3, comunque a centrocampo era chiaro un triangolo nel quale entrava Dembélé, dopo aver lasciato il ruolo di trequartista. Meglio però nella ripresa tornando al 4-2-3-1 con Olise 10. Il trend – nessuna novità! – è la frequente impostazione a tre, sia con l’arretramento di un pivot sia con l’avanzamento di un terzino e l’accentramento di quello dall’altra fascia.

blocco basso

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Chiara la tendenza delle piccole a chiudersi in blocchi bassi, a quattro più spesso che a cinque, con tre linee, ma pronte a scattare subito in contropiedi in diagonale. Chiaro il ricorso a centravanti che arretrano e legano il gioco, anche se sono 9 d’area di ruolo. Lo stanno facendo in tanti nel torneo: il brasiliano Matheus Cunha così ha disorientato la difesa di Haiti invece dello statico Igor Thiago al debutto con il Marocco. Naturalmente, aggiungiamo noi, c’è un maestro in questo gioco: Kane. Centravanti d’area, arretrato, 9 e 10, tuttocampista dell’attacco. Contro il Ghana era troppo fermo e schiacciato davanti: l’Inghilterra ne ha sofferto terribilmente.

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