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Era difensore, "ma giocava a tutto campo e segnava più degli attaccanti". In campo rideva e a fine allenamento con l'Adler Dellbrück (a metà strada fra Dortmund e Colonia) "piangeva dal dispiacere". Poi gli studi non finiti per una chiamata dalla Danimarca
27 gennaio - 20:28 - DORTMUND
Il bambino dalle lunghe leve partiva a testa bassa zigzagando tra gli alberi che circondano il suo primo campetto alle porte di Colonia. “E questo ora dove se ne va? Fa il difensore…”. Ma Yann Aurel Bisseck correva lesto alla Leao, dribblando tutti col sorriso e portando la palla da porta a porta per buttarla dentro col piattone. “A volte segnava più degli attaccanti. E quando gli facevi notare che gli avevamo dato il numero 5 per un motivo lui rideva, rideva sempre”.









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