Bayern-Psg, un'altra notte da marziani. Luis Enrique: "Non voglio difendermi, ma vincere"

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Dopo il 5-4 dell'andata a Parigi, si prospetta un ritorno all'altezza. Kompany: "Difficile immaginare che una delle due squadre cambi ciò che l’ha portata fin qui"

Pierfrancesco Archetti

Giornalista

6 maggio - 00:03 - MILANO

Sfida all’ultimo gol, parte seconda. Bayern e Psg sono le squadre che hanno segnato di più in questa edizione della Champions. Come per il risultato dell’andata (5-4), sono davanti i francesi per una sola rete: 43-42. Il record del Barcellona del 2000 (45 centri) vacilla, già stasera potrebbe essere battuto, ma va ricordato anche che i blaugrana non vinsero il torneo che apriva il nuovo secolo (se lo aggiudicò il Real Madrid), ma vennero stesi in semifinale dal Valencia grazie anche a un terribile 4-1 subito nel primo match. Tradotto: segnare tanto può servire, ma non aprire la difesa può essere anche più redditizio. Il dubbio sull’esagerata esibizione della settimana scorsa a Parigi ha diviso l’Europa: capolavoro o disastro (difensivo)? Non c’è stata una conclusione univoca, di sicuro la qualità espressa ha raggiunto livelli stratosferici e il lavoro dei difensori va sempre rapportato all’atteggiamento della squadra e alle capacità di chi hai di fronte: "È difficile immaginare che una delle due squadre cambi ciò che l’ha portata fin qui", ha chiosato ieri Vincent Kompany, l’allenatore sconfitto e che ha bisogno di due reti di vantaggio per raggiungere la dodicesima finale del club.

casa mia

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La risposta di Luis Enrique è sullo stesso tono: "Il Bayern può facilmente segnare un gol, ma anche noi. Quindi non vogliamo difendere un risultato, vogliamo vincere anche questa partita". In questo stadio dodici mesi fa il Psg prese la prima Champions della sua storia con il fragoroso 5-0 all’Inter. Il tecnico spagnolo aveva intenzione di ripetere lo stesso programma di avvicinamento, ma l’hotel della finale 2025 è anche quello dove alloggia il Bayern e una richiesta di spostamento è stata immediatamente rispedita al mittente: la disputa per l’albergo, intrisa di scaramanzia e comodità, si è risolta a favore dei veri padroni di casa. Il resto si vedrà sul campo, senza cambiamenti fondamentali: "Se dicessi che proporrò qualcosa di speciale sarebbe stupido. Ho giocato per Guardiola e non è vero che lui rivoluzionava le posizioni nelle partite più importanti, erano soltanto chiacchiere dall’esterno". Il Bayern potrebbe ripresentare la stessa formazione dell’andata, compreso il dubbio Davies-Laimer sulla fascia sinistra (a Parigi fecero un tempo a testa). I campioni d’Europa hanno perso Hakimi ma recuperano Fabian Ruiz in ballottaggio con Mayulu per prendere il posto a centrocampo di Zaire-Emery, destinato alla fascia destra nel ruolo dell’ex interista.

ripetersi

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Il Bayern ha segnato 174 gol in 51 partite stagionali, è in corsa per il Triple visto che è in finale di Coppa di Germania e ha già vinto la Bundesliga. Il Psg ha finito la stagione scorsa perdendo la finale del Mondiale per Club ma poi è uscito soltanto dalla coppa nazionale, mentre ha portato a casa le supercoppe (Uefa e francese) e sta dominando la Ligue 1. Sono squadre abituate a vincere, che alimentano le proprie ambizioni con i successi, senza impedimenti da pancia piena. A Monaco arrivare secondi è un delitto, e spesso costa il posto agli allenatori. A Parigi hanno vissuto tante euro-delusioni negli sperperi degli anni scorsi, prima dell’avvento di Luis Enrique e degli acquisti sensati, sempre con pacchi di milioni, ma più funzionali al progetto.

stelle

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Harry Kane è a due reti dal record di 15 centri per il Bayern nelle coppe che appartiene a Jürgen Klinsmann e Robert Lewandowski. Michael Olise cercherà di dimostrare davanti a tanti suoi compagni di nazionale, primo fra tutti il Pallone d’oro Ousmane Dembélé, che è lui il francese con più classe. Tra Luis Diaz e Khvicha Kvaratskhelia sarà un confronto fatto di velocità e classe purissima. All’andata incantarono con i loro gol superbi. L’opinione comune più scontata è che questa era una finale anticipata. Meglio averla invece su due partite: può diventare uno spettacolo raddoppiato, se qualcuno stasera non tradisce.

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