Battocletti, Quadarella e Tamberi: tre campioni diversi. Le vittorie azzurre non sono più eccezioni

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Nadia Battocletti of Italy celebrates with her gold medal after winning the women's 10,000 meters final at the European Athletics Championships in Birmingham, England, Friday, Aug. 14, 2026. (AP Photo/Morgan Harlow)

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Tamberi è di una specie diversa: nessuno è un agonista come lui

Arianna Ravelli

Vicedirettore

15 agosto 2026 (modifica alle 13:28) - MILANO

Nadia Battocletti che aspetta l’ultimo giro dei 10.000 metri e poi cambia marcia come se qualcuno le avesse acceso un motore nascosto. Simona Quadarella che entra in acqua e, invece di aspettare, decide che sarà il suo ritmo a stabilire quello della gara, fino a lasciare la tedesca Gose senza una risposta. Gianmarco Tamberi che corre verso l’asticella, incendia lo stadio, salta e poi esplode in uno dei suoi abbracci con il cielo. Tre ori. Tre campioni che raccontano la nuova identità dello sport italiano. Ci siamo raccontati per anni che fossimo il Paese della fantasia, dell’invenzione, dell’improvvisazione. Delle stelle eccezionali. Poi, quasi senza accorgercene, siamo diventati un movimento. Le nostre vittorie hanno cambiato faccia. Sempre meno figlie dell’ispirazione e sempre più il prodotto di un lavoro lungo, paziente, solido. 

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